Palermo, il fotovoltaico in Sicilia, i politici e lo scandalo delle tangenti

Oggi è stato il turno di Di Vita, ascoltato nell’aula di tribunale come testimone al processo in cui e’ imputato di concussione Gaspare Vitrano, deputato regionale del Pd. Si tratta della vicenda legata alle aziende che operano nel fotovoltaico in Sicilia. Si parla di tangenti: cinquantamila euro destinati ai politici, altrimenti le societa’ di Piergiorgio Ingrassia, Gianni Correro e Davide Di Vita non avrebbero avuto altre commesse. Davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, Di Vita riferisce le preoccupazioni di Ingrassia (arrestato assieme a Vitrano e poi autore di ammissioni, che gli hanno consentito di patteggiare 2 anni): “Ci spiego’ che si era fatto garante del pagamento di questi soldi, e quindi dovevamo darli assolutamente“.
Ecco in breve ricostruita la vicenda: Di Vita e Correro erano in societa’, ma le loro strade si divisero nei primi mesi del 2011: sottoposto alle pressioni del mediatore Ingrassia, che chiedeva soldi destinati ai politici, per garantire l erogazione dei contributi pubblici, Correro decise di denunciare tutto e Vitrano venne arrestato subito dopo avere ricevuto una busta contenente 10 mila euro. Assieme a lui fini’ in cella proprio Ingrassia, che era con lui. Il politico ha tuttora il divieto di dimora a Palermo, ma e’ tornato a far parte dell Assemblea regionale. Quando il pm Maurizio Agnello e il presidente La Cascia hanno chiesto a Di Vita come mai non chiedesse mai i nomi dei destinatari delle somme di denaro, il teste ha risposto di non avere mai creduto a quel che gli veniva prospettato. E ha negato pure di sapere chi fosse l uomo che, nel 2010, a Ortigia (Siracusa) incontro’ Ingrassia: l’accusa sostiene che si trattava dell altro deputato indagato, Mario Bonomo, aretuseo, anche lui ex deputato del Pd, poi passato all Api di Rutelli e oggi in Alleanza per la Sicilia. Dunque, nell’ambito dell indagine il pm Agnello ha incriminato, con le ipotesi di favoreggiamento e false dichiarazioni al pm, gli imprenditori del Siracusano Giuseppe e Giovanni Campanotta, che per gli impianti fotovoltaici di Correro curavano la parte edilizia.