‘Ndrangheta, Lamberti: “criminalità non guarda crisi”

Non credo che la crisi economica abbia determinato un incremento della criminalita’ nel senso che influisca sullo stato di necessita’ che ‘dovrebbe’, usare il condizionale e’ d’obbligo, giustificare almeno la manovalanza. La criminalita’ mira al potere, non cerca solo beni economici e materiale, ma vuole potere e il potere non guarda alla crisi economica”. E’ quanto afferma l’assessore provinciale alla legalita’, Eduardo Lamberti Castronuovo, in merito alla correlazione tra crisi economica e criminalita’. ”La criminalita’ vera – precisa l’assessore – e’ ‘rifornita’ dalla politica deviata che veste la toga, il camice bianco o giacca e cravatta. Le operazioni che a Reggio Calabria sono state eseguite negli ultimi anni con il procuratore Pignatone, i suoi sostituti e le forze di polizia, sotto l’abilissima regia della prefettura, hanno portato risultati evidenti ma c’e’ ancora molto da fare – sottolinea Lamberti Castronuovo- per quell’area grigia che piu’ volte lo stesso procuratore Pignatone ha individuato. I responsabili sono stati assicurati alle patrie galere solo in minima parte”. E’ la presenza dell’area grigia che ”non mi fa soltanto paura, ma proprio terrore”, dice l’assessore provinciale reggino alla legalita’, perche’ ”ammorba l’economia”. La criminalita’ organizzata penetra cosi’ nel tessuto sociale ed economico ”da una parte – afferma Lamberti Castronuovo condividendo l’analisi che qualche giorno fa aveva fatto il procuratore aggiunto della Dda reggina Michele Prestipino- sostituendosi alle banche dando credito; dall’altra acquisendo quote di societa’ private nei settori anche della sanita’ privata, degli alberghi e nell’economia in genere”. L’area grigia ”e’ il nero-mafioso che si da’ una ripulita e grazie al potere economico si inserisce nel tessuto sociale. L’assessore alla cultura e legalita’ della provincia di Reggio Calabria e’ molto critico con gli istituti bancari. ”Al Sud – rileva ancora l’assessore – non abbiamo ancora capito che vengono qui, rastrellano il nostro denaro, ce lo danno solo a prezzi altissimi e con molte garanzie, e non investono nel Mezzogiorno. Invece al nord, dalla Scala di Milano al teatro di Parma, le attivita’ culturali sono sponsorizzati dalle banche. Qui non c’e’ traccia di istituti di credito che finanziano la cultura”. Anche lo Stato non agisce al meglio, secondo Eduardo Lamberti Castronuovo. ”Ha due braccia, quello corto per i pagamenti, e sono molte le aziende che hanno dovuto chiudere perche’ non arrivano le rimesse dello Stato, e quello armato di Equitalia quando invece esige le tasse”.