Milazzo: gli LSU del comune in stato di agitazione

Per la Cisl Funzione Pubblica si tratta di un altro caso di mala gestione degli oltre 850 Lavoratori Socialmente Utili che restano in mano a Cooperative. E’ il caso che coinvolge il Comune di Milazzo e le cooperative “Il Quadrifoglio”, “LaValdemone” e “Dromo” che malgrado l’assenza di convenzione continuano a mantenere in utilizzazione 50 lavoratori LSU nei servizi dell’amministrazione comunale come Biblioteca, Teatro Trifiletti, Castello e Palazzo d’Amico.

“Con il Comune di Milazzo vi è un contenzioso aperto e mai risolto – spiega Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl Fp – intanto si continuano a chiedere servizi a questi lavoratori a fronte di un sussidio di disoccupazione di 540 euro mensili pagato dalla Regione”.

Oggi, al termine dell’incontro tra il sindacato con l’assessore comunale Stefania Scolaro, i lavoratori e il sindacato hanno deciso di sospendere ogni tipo di prestazione resa in favore dell’Amministrazione Comunale di Milazzo. “Una decisione – continua Emanuele – presa perché manca proprio il presupposto fondamentale, cioè la convenzione che regola il rapporto tra l’Ente e la Cooperativa quindi non c’è certezza rispetto alle prestazioni rese come non c’è certezza rispetto alla copertura assicurativa per eventuali danni a terzi ed eventuali infortuni degli stessi lavoratori”.

La Cisl Funzione Pubblica rimbalza la palla anche all’Assessorato Regionale al Lavoro “che sa bene quanto è necessario il suo intervento per individuare l’Ente di utilizzazione così da evitare che questi lavoratori stazionino nella sede della Cooperativa senza alcun impegno giornaliero, costretti inoltre ad albergare in locali non idonei dal punto di vista igienico-sanitario e mancanti di ogni requisito minimo previsto dalla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro”, sottolinea Calogero Emanuele che aggiunge: “Il problema è stato più volte discusso, ma agli amministratori

interessa altro e non pensano a risolvere i problemi occupazionali o a migliorare i servizi resi alla collettività, prediligendo la strada delle esternalizzazioni e degli affidamenti all’esterno”.

I 50 lavoratori interessati dalla protesta odierna avevano già individuato l’Ente di nuova utilizzazione ma per effetto dalla revoca della circolare regionale 5/2010 si sono ritrovati in balia di nessuno. “Il paradosso – afferma Emanuele – è che molti Enti della Provincia sono pronti a utilizzare questi lavoratori ma la carente normativa non lo consente in quanto si è preferito lasciare questo strumento in mano alle Cooperative che, grazie alle quote mensili di soci e ai contributi che molti Enti erogano, riescono a mantenere in vita uffici e segreterie politiche. Chiederemo – conclude il segretario provinciale della Funzione Pubblica Cisl – un nuovo coinvolgimento del Prefetto e delle Istituzioni Regionali preposte per chiudere questa sceneggiata per dare la giusta collocazione dei lavoratori togliendo di mezzo le Cooperative che continua a sostituirsi alle Agenzie Interinali”.