Messina: unica provincia italiana a non ricavare energia dallo smaltimento rifiuti

L’Italia è uno dei paesi sopra la media delle nazioni europee in grado di recuperare fonti energetiche dai rifiuti. Ciò non vale per Messina dove solo uno dei due siti predisposti si limita a bruciare la spazzatura. Si tratta purtoppo dell’ennesima maglia nera per Messina e la sua provincia, che arriva dal terzo Rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani in Italia, realizzato da Enea e Federambiente. Il rapporto ha analizzato la capacità dei paesi europei di recuperare energia dai rifiuti, scoprendo che l’Italia sa farlo meglio di molte altre nazioni.
Il nostro paese, con 541,3 kg/anno pro-capite, si colloca lievemente al di sopra della media europea, che e’ pari a 512,3 kg. A livello comunitario il 40% dei rifiuti viene riciclato o compostato, il 20% e’ avviato a incenerimento e il 37% viene smaltito in discarica. Fuori dell’Unione, la Svizzera ha gia’ centrato l’obiettivo della completa abolizione della discarica. In Italia alla fine del 2010 c’erano 53 impianti d’incenerimento dei rifiuti urbani, dotati di 102 linee e di una capacita’ complessiva di trattamento pari a oltre 7 milioni di tonnellate/anno (21.693 tonnellate/giorno), con una capacita’ termica di 2.925 Megawatt e una potenza elettrica installata di 783 Megawatt. Secondo lo studio appare che solo 2 impianti (a Rufina,  provincia di Firenze, e a Messina) su 53 si limitano a bruciare i rifiuti senza recuperare energia, per entrambe è prevista la trasformazione in termovalorizzatori.