Messina sotto le bombe, le bombe “sotto” Messina: Il munizionamento aereo rinvenuto in città dal ’43 ad oggi

Giovedì 26, alle ore 18, si svolgerà a Santa Maria Alemanna, l’incontro sul tema: Messina sotto le bombe, le bombe “sotto” Messina. Il munizionamento aereo rinvenuto in città dal ’43 ad oggi, promosso dal Centro studi e documentazione del Museo storico di Forte Cavalli, con la collaborazione dell’assessorato alle manutenzioni del Comune di Messina. Nel 1943 Messina subì quattro bombardamenti navali e 2.805 bombardamenti aerei. I Boeing B-17 Flying Fortress, gli aerei quadrimotore della classe dei bombardieri pesanti conosciuti come fortezze volanti, sganciarono sulla città complessivamente 6.542 tonnellate di esplosivo. La Zona Falcata fu, in particolare, uno degli obiettivi principali delle incursioni aeree alleate per la presenza, nella zona portuale, di impianti ferroviari, depositi munizioni, invasature delle navi, batterie antiaeree. Gli interventi, introdotti dall’assessore Pippo Isgrò, saranno di Vincenzo Caruso, direttore del Museo che parlerà sul valore educativo della Memoria – Forte Cavalli, un luogo per conoscere e non dimenticare; di Giuseppe Galletta, cultore di Storia Militare che approfondirà il tema della Difesa dello Stretto nel ’43 e di Corrado Loiacono, artificiere ed esperto in munizionamento bellico che affronterà le questioni legate al rinvenimento delle bombe aeree sganciate su Messina insieme alle tecniche utilizzate per inertizzare gli ordigni che ancora oggi vengono riportati alla luce durante gli scavi di nuove costruzioni. La Difesa dello Stretto di Messina fu pianificata e comandata dall’ufficiale di artiglieria tedesco, il tenente colonnello Ernst-Gunther Baade, che con le sue batterie antinave e antiaeree, riuscì a garantire la ritirata dall’Isola delle truppe italo-tedesche con l’attraversamento dello Stretto giudicata, per l’imponente azione militare, come una delle più clamorose ritirate per mare di tutta la guerra. Da un resoconto effettuato dopo l’operazione, i tedeschi riuscirono infatti ad evacuare 40.000 uomini, 9.600 veicoli, 47 carri armati, 94 cannoni, 2.000 tonnellate di munizioni e carburante e 15.000 t. di materiale vario; mentre gli italiani passarono nella penisola con 62.000 uomini, 227 veicoli e 41 cannoni. Dal 20 luglio al 17 agosto 1943, con bombardieri di media grandezza e bombardieri da combattimento, furono effettuate 2.514 missioni contro le postazioni e le altre strutture militari presenti su entrambi le coste. Ma si scontrarono con quella che fu, molto probabilmente, la più forte e concentrata contraerea dell’intero conflitto, grazie alla quale i bombardamenti alleati furono eseguiti con scarsa precisione. I piloti della R.A.F. dichiararono, in quell’occasione, che “la potenza di fuoco delle batterie dello Stretto fu superiore a quella con cui i tedeschi difesero il cuore industriale della Ruhr”.