Messina: oggi pomeriggio “assemblea contro la repressione”

La condanna di 49 operai e sindacalisti Atm per presunta interruzione di pubblico servizio, riferentesi ad un episodio di alcuni anni fa, un’altra recentissima di sindacalisti ed operai edili raggiunti anch’essi da un decreto penale di condanna, lo stillicidio di licenziamenti arbitrari alla Palumbo cantieri, rappresentano un salto di qualità negativo del clima repressivo più o meno strisciante che ha sempre circondato le lotte nella nostra città. Ogni momento di mobilitazione di studenti, precari, disoccupati, operai, no pontisti ecc. è stato sempre accompagnato da uno stillicidio “preventivo” di pressioni, consigli, richieste assillanti di informazioni, trattative defatiganti sui percorsi dei cortei, esternazioni, più o meno “amichevoli, di rischi di denunce. I sit-in, i cortei, le stesse assemblee hanno sempre visto una presenza, spesso, sovrabbondante di forze dell’ordine in divisa e in borghese. Non sono mancati i tentativi di isolamento di singoli manifestanti, ritenuti, in base ad imperscrutabili criteri, riottosi e/o estremisti, gli interventi bruschi e le minacce verbali.
Due episodi recentissimi rappresentano per noi un ulteriore campanello di allarme che non può essere sottovalutato. Ai margini di un’assemblea del movimento No ponte introdotta da un’esponente della No tav valsusina, due militanti di Rifondazione Comunista vengono, fermati, svillaneggiati, strattonati, e condotti arbitrariamente in Questura con un chiaro intento intimidatorio. Ancora si apprende dalla stampa che 14 esponenti di una presunta organizzazione anarco-antagonista sono stati denunciati per il blocco di un treno durante una manifestazione di solidarietà con il movimento No tav. L’apparato repressivo si sta preparando e attrezzando per la nuova fase. Non possiamo accettare e subire questa deriva. La costituzione tuttora vigente ci dà il diritto-dovere di manifestare le nostre opinioni, di lottare per i nostri bisogni di giustizia sociale.