Messina: l’Ars boccia l’emedamento per il finanziamento dell’Ente Fiera

Stamane riunione tra sindacati e lavoratori, domani ci sarà una conferenza stampa del commissario Fabio D’Amore. Non passa all’Ars l’emendamento alla finanziaria regionale che prevedeva per l’esercizio finanziario 2011 dell’Ente Fiera lo stanziamento di 100 mila euro e per il 2012 una spesa di 450 mila euro per il pagamento degli stipendi spettanti al personale e degli oneri connessi. L’emendamento siglato da alcuni deputati regionali messinesi con in prima fila Filippo Panarello e Franco Rinaldi del Pd, non ha ricevuto l’ok dall’Ars, con il commissario D’Amore che, sul piede di guerra, ha convocato per domani una conferenza stampa con all’ordine del giorno non solo gli ormai noti problemi finanziari dell’Ente, ma anche le concessioni delle aree fieristiche. Nel frattempo il Comitato Terronia denuncia: “La sudditanza alle politiche filo palermitane e catanesi, è diventata un mostro sociale che non consente ad alcun rappresentante Istituzionale messinese di profilo nazionale e regionale, di avere la giusta concentrazione nello svolgere il proprio ruolo, mostrandosi nei momenti seri ed importanti come quello di ieri, impotenti ed inefficaci“. “Le colpe sono a tutti i livelli – si legge nella nota del responsabile del Comitato, Roberto Cerretie si tratta assolutamente di un fallimento della politica messinese, succube di strategie precise dei salotti bene della nostra regione, che magari in lucrose ottiche future, hanno decretato la fine della Fiera di Messina e l’abbandono al proprio destino dei suoi dipendenti, che se sino a ieri combattevano per ottenere gli stipendi pregressi, da stamane avranno il pensiero fisso di un futuro incerto e da probabili neo disoccupati“. I dipendenti proclamano lo stato di agitazione a annunciano lo sciopero dal prossimo 27 aprile. “Più volte abbiamo avuto modo di dimostrare l’attaccamento ad un Ente che tanto ha dato in passato alla città Messina, perché amato e fortemente sostenuto da forze produttive e istituzioni. Purtroppo dobbiamo registrare oggi il disamore il disinteresse che a volte sfocia nell’ostruzionismo verso un Ente che, sebbene arranca fra mille difficoltà, avrebbe potuto riqualificarsi con un minimo sforzo congiunto di tutti“.