Messina: domenica la festa degli “Spampanati”, la viabilità per il percorso della processione dei simulacri

Domenica 8 si svolgerà, per iniziativa della Confraternita S. M. della Mercede in S. Valentino, la processione dei Simulacri di Gesù Risorto e N.S. Maria della Mercede, con partenza alle ore 9 dalla chiesa S. Maria della Mercede in via T. Cannizzaro, proseguendo nelle vie Centonze, Bixio, Martino, P. lmperiale, Bisazza, Borrelli, Nicotra, P. Umberto, Gravitelli, viale Italia, Acqua del Conte, T. Cannizzaro e rientro in chiesa. Previsto, inoltre, in occasione dei festeggiamenti uno spettacolo di fuochi pirotecnici. Dalle ore 8 di sabato 7 alle 23 di domenica 8 sarà vietata la sosta, con rimozione coatta, in via T. Cannizzaro, sul lato sud nel tratto compreso tra le vie Lenzi e Protonotaro e sul lato nord, nel tratto compreso tra le vie Lenzi e degli Amici. Dalle 16 alle 24 sarà inoltre vietato il transito veicolare in via T. Cannizzaro, tra le vie Lenzi e Sacro Cuore per consentire lo svolgimento pomeridiano del “Palo della Cuccagna” e la collocazione di un palco in via C. Botta per le manifestazioni collaterali. L’iniziativa storica de “A Festa di Spampanati”, patrocinata anche quest’anno dal Comune, è legata al momento mistico del corteo delle Barette mentre aleggiava comunque mestizia, sottolineata sia dal corale silenzio che dai suoni funerei durante la processione delle Barette, si celebrava la festa degli “Spampanati”. Se alle Barette partecipava l’intera città, la festa di Resurrezione aveva un carattere più rionale, pur vedendo la partecipazione di tanti “forestieri”. Il particolare nome derivava dal fatto che, sia per il luogo che per la circostanza, alla festa organizzata nella chiesetta della Mercede nel quartiere Portalegni (oggi via Tommaso Cannizzaro alta) partecipavano le prospere fanciulle del contado che per l’occasione, smessi gli abiti invernali, indossavano vesti in seta fiorita, dai colori sgargianti (da cui appunto il termine “spampanati”). In questo contesto si svolgeva la scalata del cosiddetto albero della cuccagna o “antinna”. Era questo un lungo e robusto palo che veniva issato di fronte alla chiesa. A circa sei, otto metri, vi era un grande cerchio da cui penzolavano: “a cuddura cu l’ova”, “zuccarati”, “agneddu pascali”, salsiccia, salame, formaggio, provola, verdura, frutta, ma anche una borsa con monete (un tempo) d’argento, un pollo (ruspante) vivo. Nella parte alta dell’antenna era sistemata con perizia dai “castiddara” la “macchina” pirotecnica, i cui spari concludevano a notte la festa. Per consentire lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico in via T. Cannizzaro, nel tratto compreso tra le vie Sacro Cuore e Lenzi, sarà vietato anche il transito pedonale, dalle 21,30 alle 22, e comunque per il tempo strettamente necessario allo sparo dei giochi.