Messina: al policlinico G. Martino donati reni e cornee di una paziente di 46 anni

Due pazienti ricoverati al “Cannizzaro” di Catania stanno ricevendo i reni della donna che ieri al policlinico “G. Martino” ha donato i suoi organi (reni e cornee).

M.G., 46 anni, originaria della provincia di Catania, era ricovera nel reparto di Anestesia e Rianimazione diretto dal prof. Epifanio Mondello.

La donna era arrivata in ospedale nei giorni scorsi per una emorragia cerebrale; nonostante un delicato intervento di neurochirurgia non è stato possibile percorrere altra via se non quella della donazione, una prospettiva divenuta concreta grazie alla generosità del marito e dei figli che hanno espresso il proprio consenso.

Completata la fase di accertamento della morte cerebrale, è stata subito attivata la macchina organizzativa; le operazioni di mantenimento della giovane donatrice e di prelievo, eseguite durante la notte, sono state dirette dal dott. Francesco Puliatti, responsabile del Coordinamento per la Donazione e il Trapianto di Organi dell’AOU. La delicata fase in sala operatoria è stata affidata agli anestesisti dott. Salvatore Micalizzi e Olivia Penna (referente del coordinamento) insieme all’équipe proveniente da Catania ; le cornee sono state invece prelevate dalla dott.ssa Felicia Matilde Ferreri della Clinica Oculistica dell’AOU.

Prelievo e non solo. Intanto in mattinata sono stati realizzati dal prof. Carlo Attilio Squeri e dalla sua équipe – presso la UOC di oftalmogia – due trapianti di cornee; in questo caso si tratta di interventi già programmati su pazienti in lista d’attesa. Una operazione realizzata con una tecnica innovativa; si tratta, infatti, di un trapianto lamellare profondo endoteliale (D.S.A.E.K.): unica cura in caso di malattie distrofiche dell’endotelio corneale e di scompensi endoteliali secondari a interventi chirurgici.

La Clinica oculistica dell’Azienda ospedaliera universitaria, oggi diretta dal prof. Squeri,  vanta ormai una esperienza pluridecennale nel campo dei trapianti di cornea. Il primo intervento risale, infatti, al 1974.