Mafia, processo Cuffaro: rigettata deposizione pentito Lo Verso

Il pentito di mafia Stefano Lo Verso non verra’ ascoltato nel processo d’appello a carico dell’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e prosciolto in primo grado per ‘ne is in idem’. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Palermo che ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura generale che proprio nei giorni scorsi aveva depositato altri verbali con le dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Secondo Lo Verso, per anni vicino al capomafia Bernando Provenzano di cui ha curato la latitanza, Cuffaro, che sta scontando una pena definitiva a 7 anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, avrebbe avuto delle frequentazioni con personaggi vicini a Cosa nostra. In particolare il collaboratore ha parlato della campagna elettorale del 2001. La Corte d’Appello, presieduta da Biagio Insacco ha inoltre rigettato tutte le altre richieste presentate dal pg Luigi Patronaggio alla riapertura dell’istruttoria dibattimentale. Rigettati, tra gli altri, il decreto con l’imputazione coatta dell’ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa e il dispositivo della condanna dell’ex assessore comunale di Palermo Domenico Miceli. E’ stata, invece, accolta l’acquisizione della sentenza definitiva di condanna per Cuffaro per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. Il processo e’ stato quindi rinviato al prossimo 28 maggio per la discussione del procuratore generale. Poi tocchera’ alla difesa. La sentenza dovrebbe essere emessa entro l’estate.