Mafia, il pentito Spatuzza ha ottenuto il permesso per incontrare un frate

Il tribunale di sorveglianza di Roma ha accordato un permesso speciale al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Un permesso per valorizzare la conversione religiosa e il percorso di redenzione individuale del pentito. Così, Spatuzza sara’ portato, nei prossimi giorni, dagli uomini del Servizio centrale di protezione, in una localita’ segreta in cui potra’ incontrare un sacerdote con cui e’ entrato in contatto in questi anni. L’uomo, infatti, è stato abbandonato dai familiari, che non ne hanno condiviso la scelta collaborativa. Potrà ora fruire del primo permesso da quando ha iniziato a parlare con i magistrati, e cioe’ dall’aprile 2008. La sua decisione è stata chiara: vuole trascorrere questo tempo con i frati a cui si sente particolarmente vicino. L’uscita dal carcere durera’ al massimo 48 ore, ma potrebbe essere limitata a poche ore, considerati i notevoli rischi che l’operazione comportera’.
Spatuzza è considerato l’ex uomo di fiducia dei boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano.Con il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e poi con gli inquirenti di Caltanissetta e Firenze ha riscritto, fra le altre cose, la storia delle stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992 e degli eccidi di Roma, Firenze e Milano del 1993. Aveva inoltre chiamato in causa fra gli altri, l’ex premier Silvio Berlusconi e il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri.
Ora, secondo le sue spiegazioni, vi è stato un percorso di redenzione che lo ha portato ad entrare in contatto con don Massimiliano De Simone e con frate Pietro Capoccia, i cappellani delle carceri in cui e’ stato recluso, L’Aquila e Ascoli Piceno.Qui si era anche iscritto all’Istituto superiore di Scienze religiose e aveva superato una serie di esami. Aveva anche intrapreso un carteggio col vescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari. Ora il luogo (un convento di frati o una struttura ‘neutra’, esterna) e l’identita’ della persona con cui si dovra’ incontrare Spatuzza sono tenuti sotto una coltre di fitto riserbo, per motivi di sicurezza.