Locri, violenza sessuali sulla figlia 12enne: nota di Giovanna Cusumano

Ancora una volta il velo dell’omertà s’alza pericolosamente su una storia di violenza sui minori che definire inquietante è poco. Fa molto riflettere il silenzio dei ragazzi di Locri che, nel tentativo di difendere il padre, lo stanno, di fatto, proteggendo da una accusa infamante: avere abusato della sorella appena dodicenne”.
E’ quanto afferma la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Giovanna Cusumano che aggiunge: “Un silenzio ancora più grave alla luce delle indagini degli inquirenti che da tempo seguivano il comportamento del padre già recidivo e che diventa fotografia di una società che troppo facilmente acconsente al lasciare correre, preferendo, al sostegno nei confronti di una creatura debole e indifesa,l a pratica, purtroppo sempre più in uso, della non denuncia. In questo contesto, condivido in pieno quanto affermato dal sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel sottolineare come il silenzio, in casi come questi, assuma carattere grave e pericoloso,condizionando la crescita della società che sul rispetto e sulla dignità della persona, e, quindi, a maggior ragione del minore, fonda i suoi capisaldi”.
La presidente Cusumano conclude così: “A questo punto, sento di dovermi rivolgere direttamente ai ragazzi, affinchè, spogliandosi del ‘ruolo’ di figli per abbracciare quello di fratelli, sviluppino nella loro coscienza il senso naturale di protezione nei confronti della sorella-bambina”.