Locri, il vescovo rivolge un appello a Monti. La crisi economica che investe ogni parte d’Italia

Riportiamo le parole del testo con il quale il vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, si è rivolto al presidente del Consiglio, Mario Monti, per chiedere interventi in favore della Locride.

Le difficolta’ economiche – si legge nella lettera del presule – stanno imponendo duri sacrifici a tutti, ma noi nella Locride le stiamo vivendo in maniera drammatica, perche’ per tanti aspetti, che ora indichero’, qui non si e’ trattato di ridimensionare quanto si aveva, ma di perdere tutto. Dico tutto, senza retorica, perche’ certi tagli hanno comportato la perdita delle ragioni stesse per ipotizzare futuro. La conformazione geografica della Locride comporta una serie di centri costieri lungo la fascia Jonica, il piu’ grosso dei quali, Siderno, conta circa 16.000 abitanti. Poi c’e’ l’entroterra delle zone preaspromontane e aspromontane costituito da numerosi piccoli centri con lunga storia alle spalle, che stanno lentamente morendo. La crisi in atto sta accelerando la loro fine: la perdita dei servizi piu’ elementari, quali i presidi sanitari, le scuole materne, gli sportelli postali per le pensioni degli anziani, scoraggiano la permanenza delle giovani coppie in questi luoghi“.

Il vescovo scrive ancora: “Tutti fuggono verso la costa, creando le premesse di problemi molto piu’ gravi, sia dal punto di vista economico che da quello sociale, dei quali prenderemo coscienza nei prossimi anni, quando forse tutto sara’ compromesso: aggravamento del dissesto idrogeologico, criminalita’, perdita di radici storiche, abbandono della piccola agricoltura, che ora integra il reddito, nuovi problemi nei paesi di approdo a causa della casa e del reddito insufficiente, denatalita’ in crescita, rapido invecchiamento della popolazione, definitiva perdita di interesse per l’agricoltura, il cui ritorno sarebbe un vero sbocco produttivo per la zona. Quel che puo’ apparire oggi un guadagno per lo Stato, riducendo i servizi, verra’ pagato in altro modo. La verita’ e’ che la logica dei numeri e’ disumana, perche’ una cosa e’ stabilire un numero massimo e minimo di alunni in una citta’, altro nei piccoli centri della Locride, dove anche le strade che uniscono alla costa sono solo una parvenza di esse o tragico ricordo. La Locride e’ stata condannata all’isolamento: treni soppressi (si faccia dire che peripezie affrontare per muoversi con i pubblici servizi), l’unica strada di collegamento con il nord della Calabria e’ la fatidica Strada Statale 106 in attesa da oltre 20 anni per essere ‘ammodernata’, pubblici uffici sempre piu’ centralizzati. Si dice che sono le esigenze della moderna organizzazione dello Stato. Locri e’ al centro della Locride: per arrivare a Reggio Calabria sono necessarie due ore di treno. La crisi economica ha elevato moltissimo la fascia della poverta’; lo sanno gli sportelli della caritas Diocesana e quelli delle caritas parrocchiali“.

Il vescovo conclude: “Le piccole aziende, che ancora reggono il sistema economico della Locride, avrebbero bisogno di agevolazioni e di un nuovo rapporto basato sulla fiducia e sulla trasparenza tra banche e mondo imprenditoriale (mi informano che qui da noi i tassi dati dalle banche sono elevatissimi). Signor presidente, so che l’angustiano problemi ben piu’ rilevanti di quelli della Locride. Lo so: a chi puo’ interessare il nostro territorio, tristemente famoso per altri problemi piu’ gravi, che si stanno estendendo a macchia d’olio nel nord opulento. Siamo considerati zavorra, peso inutile; forse si gioirebbe se non ci fossimo. Ma, purtroppo per tanti, ci siamo e dobbiamo risolvere i nostri problemi. Percio’ ho sentito il bisogno di scriverle per metterla al corrente. Un vescovo non puo’ fare altro: ascoltare il gemito dei poveri e presentarlo a chi di dovere. E’ necessario dare fiducia ai nostri giovani perche’ non lascino la nostra terra; purtroppo, uno dopo l’altro, stiamo perdendo tutti i giovani laureati, sui quali i genitori hanno investito tutti i loro risparmi: defraudati doppiamente. Signor Presidente sto esortando tutti alla coerenza di vita e all’impossibilita’ di far coesistere illegalita’, crimine e religiosita’. Non e’ difficile a Locri per un vescovo parlare di legalita’ e di condannare la criminalita’; difficile e’ dare speranza“.