Lega Nord, Bossi si dimette. Berlusconi: “è vittima della ‘giustizia a orologeria’, merita rispetto”

Raccontano di un Silvio Berlusconi molto addolorato per la bufera giudiziaria che ha coinvolto Umberto Bossi e la sua famiglia. Qualcuno scommette che dietro le dimissioni irrevocabili di oggi al Consiglio federale della Lega ci sia anche lo zampino del Cavaliere, che gli avrebbe consigliato il passo indietro come gesto di responsabilita’, di fronte alla tempesta mediatica e giudiziaria. Non e’ escluso che anche oggi i due si siano sentiti, confermando un solido sodalizio personale nonostante le differenze politiche degli ultimi mesi. Con Umberto c’e’ innanzitutto un’amicizia personale, oltre che un legame politico, il suo gesto di grande responsabilita’ merita il rispetto di tutti, avrebbe confidato l’ex premier a chi lo ha sentito in queste ore. Che colpo al cuore, anche Umberto e’ stato vittima della solita magistratura a orologeria, e’ finita un’epoca, senza di lui nulla sara’ piu’ come prima, avrebbe detto ai suoi il leader pidiellino, preoccupato dal ‘dopo Bossi’. Berlusconi e Bossi si sono incontrati sulla scena politica 18 anni fa, quando la Lega si alleo’ con Forza Italia e vinse le elezioni del ’94. Da allora, tra alti e bassi (dal ribaltone ai tempi d’oro al governo nel 2001 e nel 2008, dal crack di Credinord alla recente guerra tra correnti interne per la leadership di via Bellerio), e’ continuato un rapporto di alleato-amico, culminato nello strappo del Natale 2011, quando il Senatur ha deciso di rompere l’asse del Nord e correre da solo con l’approdo di Mario Monti a palazzo Chigi.
In questi mesi i due leader si sono sempre tenuti in contatto, anche quando i giornali parlavano di ‘gelo’, attraverso i soliti emissari (tra questi l’ex sottosegretario Aldo Brancher, vero ambasciatore pidiellino presso il Carroccio). Chi conosce bene il loro carattere, assicura che tante volte hanno giocato di sponda per confondere le acque, anche quando volavano gli stracci pidiellini e ‘lumbard’, ma poi alla fine hanno sempre fatto squadra, soprattutto nei momenti piu’ difficili. Anche stavolta, Berlusconi ha fatto sentire la sua vicinanza all’amico di sempre (l’altro ieri con una nota ha giurato che ”tutto si chiarira’, Bossi e’ totalmente estraneo ai fatti”). A meta’ marzo, riferiscono fonti parlamentari, Berlusconi e Bossi si sarebbero visti a Gemonio proprio per sciogliere il nodo delle alleanze alle prossime comunali: il Senatur avrebbe ribadito la sua scelta di correre da solo, concedendo qualche eccezione con le liste civiche sul modello di Verona. Da qui la ‘firma’ di una sorta di patto di non belligeranza (rinviando la partita vera ai ballottaggi), visto che il Carroccio non dovrebbe avere nessun problema a sostenere una lista civica senza il simbolo del Pdl. I due leader, secondo autorevoli fonti ‘lumbard’, avrebbero fatto il punto anche sugli scenari nel 2013, senza escludere un ‘ritorno’ insieme alle politiche.
L’ex premier, infatti, non ha nessuna intenzione di rompere il suo rapporto privilegiato con l’ex ministro delle Riforme. E l’idea di liste civiche e associazioni che si richiamino allo spirito del ’94 non preoccuperebbe piu’ di tanto il Cav. Anzi. Sarebbe un modo per coprire le divisioni tra azzurri ed ex An e colmare un eventuale ‘bagno’ al voto di maggio senza metterci la faccia e mantenere la vecchia l’asse strategico al Nord proprio con la Lega. Anche Angelino Alfano non manca l’occasione, nelle sue uscite pubbliche, di tendere la mano ai leghisti, pur di mantenere in piedi un’alleanza risultata vincente in tutte le ultime competizioni elettorali. Le dimissioni, dunque, non complicheranno le cose, anzi, favoriranno la ‘coabitazione’ tra B & B, ora entrambi alla presidenza dei rispettivi partito, impegnati a svolgere il ruolo di ‘padre nobile’. Secondo alcune fonti parlamentari, il passo indietro del senatur sarebbe stato consigliato anche dalla necessita’ di non esporsi troppo e di togliersi dal fascio di luce dei riflettori, evitando cosi’ di prestare il fianco ai giudici. Qualcuno fa notare che al Cavaliere non sarebbe affatto piaciuto vedere il nome ‘Silvio’ spuntare nelle carte processuali. Non a caso Niccolo’ Ghedini, senatore pidiellino e legale dell’ex premier, preferisce mettere le mani avanti: ”L’ipotesi di un coinvolgimento di Berlusconi e’ irrealistica e risibile”.