Le Grane Padane: il crollo della Lega Nord

di Kirieleyson – Debacle di consensi per la Lega Nord, secondo l’ultimo sondaggio commissionato dal nuovo triunvirato del partito, dopo i noti eventi che ne hanno scombussolato il vertice, che dà la Lega ormai sotto il 5 %.
Ma la cosa che ha sconvolto di più i dirigenti del movimento pare siano state, più di ogni altra componente, le motivazioni addotte dai militanti nella loro scelta di abbandonare il partito.
Infatti il 78% del campione (si fa per dire) preso in considerazione ha dichiarato che non si ritrova più in una lega che ha buttato alle ortiche i vecchi ideali, assieme ai suoi esponenti tra i più rappresentativi, Renzo Bossi e Rosy Mauro.
In particolare, la spinta alle dimissioni del Trota non sono state apprezzate dai giovani, che vedevano in lui il loro punto di riferimento, il portavoce di quella rivoluzione culturale padana che stava sempre di più prendendo piede in antitesi alla cultura egemone italiana, basata su una scuola selettiva, autoritaria e dai contenuti astrusi.
Gli sportivi leghisti rimproverano poi i vertici del partito di scarsa riconoscenza nei confronti del loro beniamino, dopo che questi ha portato al trionfo la nazionale di calcio padana che era riuscita a sconfiggere, in una incandescente finale giocata di fronte a decine e decine di spettatori, la fortissima squadra della Lapponia.
A conferma del loro stato d’animo, ed è notizia ufficiale, i giovani leghisti stanno adesso organizzando una manifestazione di protesta finalizzata alla richiesta dell’immediato reintegro del loro leader spirituale.
Su un altro versante, la causa scatenante del malcontento degli over 45, pare sia stata invece la defenestrazione di Rosy Mauro.
Infatti la vice presidente del Senato (sic!) era (aggiungiamo noi, a ragion veduta), considerata dalla maggioranza degli iscritti, sia fisicamente che come comportamento, come la più consona rappresentante del popolo padano e la più genuina interprete dello spirito leghista.
Al malcontento della base pare abbia inoltre contribuito in larga misura la scomparsa, dai talk show televisivi, dei rappresentanti storici del partito, assenza che da un po’ di tempo a questa parte è apparsa sempre più devastante.
Il tutto a scapito di figure come Salvini il quale, come non sarà sfuggito a molti e contrariamente alla tradizione leghista, usa perfettamente il congiuntivo e non ha alcun accento padano, con il rischio di innesco di uno stato confusionale in tanti attivisti.
Altro punto dolente è che non si parla più dei vecchi ideali padani: è ormai da tempo che non viene più proclamata alcuna crociata contro neri e meridionali e che non vengono sponsorizzati incendi in campi nomadi, oltre al fatto che non si parla più dell’insegnamento del dialetto nelle scuole, contribuendo al disorientamento degli iscritti.
Alla luce di quanto scaturito nel sondaggio ed al fine di rassicurare la base, nel nobile tentativo di recuperare consensi, sembra che il triunvirato stia organizzando una imponente manifestazione che sarà tenuta esclusivamente in dialetto bergamasco, in cui si mangerà solo polenta ed altri cibi padani e che sarà infine conclusa con il consueto rogo propiziatorio in cui sarà bruciata la bandiera italiana.
E per tacitare i soliti detrattori che fanno umorismo da due soldi descrivendo i leghisti come dei poveretti, per la manifestazione è prevista anche una innovazione: saranno sventolate migliaia di scope, quale segno tangibile di appartenenza del popolo padano ad una civiltà proiettata al futuro, oltre che culturalmente e moralmente, anche sotto l’aspetto tecnologico.