L’Asp Catanzaro dona un quadro di San Francesco di Paola per la cappella dell’ospedale di Lamezia Terme

Un quadro raffigurante San Francesco di Paola verrà donato all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme dalla Fraternità del Terzo Ordine dei Minimi, operante nella Chiesa di San Francesco di Sambiase. La cerimonia di consegna e la benedizione della sacra effige avverranno domenica 22 aprile 2012 alle ore 10:00 nella Cappella dell’ospedale cittadino, alla presenza dei fedeli e dei dirigenti della direzione sanitaria del presidio ospedaliera lametino, Dr. Domenico Tomaino e Dr.ssa Rita Marasco. Dopo la benedizione del quadro di San Francesco di Paola si terrà una santa messa che sarà concelebrata dal cappellano dell’associazione padre Aldo Imbrogno e dall’assistente religioso del presidio ospedaliero di Lamezia padre Vincenzo De Cicco, insieme ai diaconi don Gianni Perri e don Giuseppe Fazio.
L’iniziativa, accolta con pieno favore dalla dirigenza del Polt, è stata voluta dal Terzo Ordine dei Minimi e messa in atto dal loro presidente Antonio Mamertino e dalla responsabile provinciale Teresa Paonessa. “Un vivo plauso e ringraziamento per questa lodevole iniziativa – ha detto il direttore generale dell’Asp di Catanzaro Dott. Prof. Gerardo Mancuso – da parte di tutti gli ammalati, del personale e degli utenti del presidio ospedaliero Giovanni Paolo II. Oltre a rendere presente in modo permanente nella Cappella ospedaliera l’effige del più grande Santo della nostra terra calabrese, questa semplice e informale cerimonia mette in risalto e valorizza la partecipazione della gente del territorio alla vita del nostro ospedale cittadino”.
San Francesco di Paola, ha affermato padre Vincenzo De Cicco, “è stato un eremita, ma ben radicato nella sua realtà storica e soprattutto legato alla sua terra. Ha scelto di vivere per Dio, attraverso l’abbandono di tutto quanto è superfluo, riuscendo a trovare nella libertà e nella solitudine interiore la capacità di essere uomo di compagnia con gli altri uomini, di riconciliarsi e di riconciliare, di dire la verità con coraggio, di farsi carico dei bisogni comuni, di difendere la giustizia”.