Intimidazioni Lanzetta, tutti i sindaci della Locride chiedono di incontrare Napolitano

Riunitisi a Monasterace, dove il sindaco Maria Carmela Lanzetta si è dimesso dopo aver subito delle intimidazioni, i sindaci della Locride chiedono a gran voce un incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Vogliono infatti manifestare la reale necessità di interventi da parte dello Stato per gli enti locali. Il coordinatore dei sindaci della Locride, Ilario Amendolia, ha dichiarato che “se non ci saranno interventi in un mese siamo pronti a dimetterci tutti“.  Nelle settimane scorse il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Reggio Calabria ha affidato al sindaco Lanzetta una scorta ed ha disposto la vigilanza nei pressi della sede del comune e della farmacia del primo cittadino. “La riunione di oggi – ha concluso Maria Carmela Lanzetta – e’ stata positiva perche’ e’ stato affrontato il problema delle intimidazioni ai sindaci in tutta la sua complessità. Ora vedremo cosa accadrà“. Alla Lanzetta, che era presente alla riunione, i primi cittadini hanno chiesto di congelare le dimissioni in attesa dei prossimi sviluppi. “Per il momento da parte mia non c’e’ nessun passo indietro. La posizione dei colleghi sindaci della Locride e’ comunque ottima” ha detto il sindaco di Monasterace, al termine dell’incontro. “I sindaci hanno approvato un documento – ha aggiunto – che mi e’ stato affidato per consegnarlo ai componenti della commissione parlamentare antimafia“. La visita della delegazione e’ attesa per oggi. Ed e’ atteso in Calabria anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. L’incontro avverra’ nella sede del Comune di Monasterace alle ore 12. Intanto, nel corso della riunione odierna, tutti i sindaci della Locride hanno illustrato le difficoltà quotidiane nell’amministrare gli enti locali. “Abbiamo deciso di chiedere un incontro al Capo dello Stato – ha aggiunto Amendolia – per illustrargli la nostra situazione e per chiedere che ci sia un maggiore contrasto alla criminalità e più tutele per noi amministratori. Abbiamo inoltre deciso di incontrarci nuovamente a maggio per valutare se ci sono stati fatti concreti da parte dello Stato. Nel caso in cui non siano arrivate risposte soddisfacenti siamo pronti alle dimissioni di massa. Questa e’ stata una decisione presa all’unanimità“.