Immigrati: presidio al Centro di identificazione ed espulsione Serraino-Vulpitta di Trapani

Nell’ambito della campagna europea “Open Access Now“, che in Italia prevede una serie di mobilitazioni da oggi e fino a venerdì, stamani era presente un presidio a Trapani davanti al Centro di identificazione ed espulsione Serraino-Vulpitta. Qui, nel ’99, in un rogo, persero la vita 6 immigrati. I migranti reclusi hanno urlato da dietro le sbarre del centro la loro disperazione per le condizioni in cui versano ai presenti. Tra questi i rappresentanti del Comitato 29 dicembre, di varie associazioni e del Forum Antirazzista di Palermo. “E’ una vergogna sono qui da 10 giorni e non posso neppure andare in bagno“, ha detto un colombiano finito al Vulpitta dopo aver scontato una condanna di 6 anni in carcere. Dopo aver ascoltato le loro storie, Fulvio Vassallo Paleologo, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, ha annunciato che richiedera’ un intervento urgente dei parlamentari. “Oggi -ha detto- non siamo riusciti a entrare, ma abbiamo ascoltato le voci che venivano dall’inferno del Vulpitta. La situazione drammatica che ci e’ stata raccontata ci impone l’obbligo di fare venire a Trapani parlamentari, giornalisti e avvocati indipendenti perche’ questa vergogna deve essere mostrata a tutti e le responsabilita’ devono essere accertate. Ricordo -ha aggiunto lo studioso- che il Vulpitta doveva essere chiuso gia’ nel 2007 secondo una commissione ministeriale“.