Fossa di Rossano Calabro (Cs): la Guardia costiera sequestra 15.000 metri quadrati di piazzali e 20.000 metri cubi di sansa

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    Prosegue anche nel Compartimento marittimo di Corigliano Calabro, in armonia alle direttive della Direzione marittima di Reggio Calabria, l’aggiornamento del documento programmatico della zona marittima, mediante l’analisi del territorio, l’individuazione delle criticità e la definizione delle misure più idonee a garantire la sicurezza marittima intesa in senso globale. La tutela dell’ambiente costituisce in questo ambito aspetto preminente dell’attività svolta lungo i litorali.
    Nei giorni scorsi militari della Guardia costiera di Corigliano Calabro hanno completato lunghe e laboriose indagini relative alle cause della strana colorazione delle acque del mare Jonio notata in prossimità della foce del torrente Nubrica, in località Fossa del comune di Rossano; in quel tratto di litorale lo sbocco a mare del torrente presentava acque di colore nero e maleodoranti.
    Gli uomini agli ordini del Capitano di Fregata (CP) Antonio D’AMORE hanno infatti risalito il percorso del torrente Nubrica fino al fosso di scolo denominato “Ciccino” e, con l’ausilio di mezzi e tecnici del comune di Rossano, è stato possibile accertare che lo strano liquido scuro e maleodorante proveniva in mare derivante dalla lavorazione delle olive ad opera di uno stabilimento industriale poco lontano sempre in località Fossa.
    E’ così scattato il sequestro penale preventivo di parte di un’azienda industriale ed in particolare di piazzali per oltre 15.000 metri quadrati, di 20.000 metri cubi di sansa di olive depositata, vasche di decantazione per la raccolta delle acque, pozzetti interrati, nonché di tutta la condotta idraulica per la raccolta delle acque meteoriche e di dilavamento in parte interrata ed intubata ed in parte a cielo aperto che dall’azienda porta i reflui della lavorazione delle olive attraverso il canale ed il torrente fino al mare.
    La sansa derivante dalle lavorazione delle olive era infatti poggiata alla rinfusa sui piazzali, era per la maggior parte priva di copertura ed era esposta agli agenti atmosferici compresa la pioggia. Gli uomini della Guardia costiera hanno constatato che intorno alla sansa depositata nei piazzali si formavano rigagnoli e piccoli laghetti di acqua di colore nero e dall’odore nauseabondo che, in parte, si riversavano in alcune vasche di decantazione, ed in parte confluivano in un canale di scolo a cielo aperto; tutto il liquido nero tracimava così verso il fosso Ciccino e poi, attraverso il torrente Nubrica, fino al mare Jonio, causando la strana colorazione delle acque.
    I presunti responsabili dei reati di danneggiamento, getto pericoloso di cose, deturpamento di bellezze naturali, violazione dei vincoli paesaggistici ed ambientali, inquinamento delle acque di superficie dolci e del mare, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria di Rossano e sono stati diffidati dal porre in essere ogni attività per eliminare le cause dell’intorbimento e presunto inquinamento delle acque superficiali e del mare.
    Continua, quindi, costante, l’attività di vigilanza degli uomini della Capitaneria di porto di Corigliano Calabro, agli ordini del Capitano di Fregata (CP) Antonio D’Amore, per la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, in questo caso derivante da attività umane che si svolgono nell’entroterra.