Enna, Vanessa e il suo fidanzato anni fa testimoniarono per l’omicidio di Miriam Giannotta

Le vite di Vanessa Scialfa e Francesco Lo Presti sono incrociate in un modo che potremmo definire tetro. Qualche anno fa, infatti, i due frequentavano la cerchia di amici di Miriam Giannotta, 16 anni, la giovane morta suicida al termine di una notte in discoteca con alcool e droga. I due erano stato chiamati a testimoniare nel processo che si celebro’ contro due giovani accusati di avere venduto droga alla minorenne. Intanto emergono altri particolari nella triste vicenda: Lo Presti, subito dopo aver strangolato Vanessa, chiamò il suo padrino di battesimo che lavora come agente alla Squadra Mobile. E’ stato l’omicida stesso a raccontarlo nel corso della sua confessione al sostituto procuratore Augusto Rio. Mentre il corpo della fidanzata si trovava ancora sul letto, Lo Presti ha provato un moto di pentimento pensa di consegnarsi alla polizia. Ma quando parla con il padrino non ce la fa e chiude il telefono prima di autodenunciarsi. E’ proprio grazie a questi particolari che gli inquirenti riescono a congiungere la vicenda, tra la denuncia di scomparsa presentata da Giovanni Scialfa, padre di Vanessa e la strana telefonata di Lo Presti. Quest’ultimo viene rintracciato dagli agenti nei pressi del tribunale in stato confusionale. Con un esamotage gli investigatori lo costringono a confessare.  Gli dicono che Vanessa e’ tornata a casa, ma lui replica: ”non e’ possibile”. Poi crolla e li accompagna sul luogo dove ha abbandonato il corpo della fidanzata.