Enna, la disperazione del padre di Vanessa: “Datemelo tra le mani che lo ammazzo!”. Le urla strazianti all’obitorio

Sono le parole piene di disperazione di Giovanni Scialfa, padre di Vanessa, al momento del riconoscimento del corpo esanime della figlia. L’uomo in preda al dolore, all’obitorio del cimitero di Enna, ha urlato  ”Datemelo tra le mani che lo ammazzo…”. Intanto la pista dell’omicidio e’ ormai confermata anche se gli inquirenti in questo momento all’obitorio di Enna, dove si trovano il capo della Squadra Mobile, vicequestore Giovanni Cuciti, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Baldassare Daidone ed il sostituto procuratore Del Rio, non rilasciano alcuna dichiarazione. E’ ancora sotto interrogatorio negli uffici della Squadra mobile di Enna, Francesco Lo Presti, 34 anni, convivente di Vanessa Scialfa, che ha raccontato di un banale litigio avvenuto tra i due martedi’ all’ora di pranzo. L’uomo sostiene che la convivente era poi uscita intorno alle 15. Nessuno però, secondo i riscontri effettuati dagli investigatori, avrebbe visto la ragazza per strada.