Elisabetta Gregoraci ‘Lady Calabria’? No, noi ci meritiamo Eva Catizone e Linda Lanzillotta

Eva Catizone e Linda Lanzillotta. Sono forse queste le figure, simil-Rosy Bindi, che le “donne Calabresi della Cgil” vorrebbero promuovessero la bella immagine della Calabria nel mondo. “E’ grave che per la Calabria, che ha ragioni serie per trovare identificazioni importanti per esportare all’estero la propria migliore immagine, la Regione non abbia saputo individuare un volto più autentico fra le tante bellezze rappresentative di intelligenze e saperi calabresi” scrivono infatti le donne della Cgil che denunciano la scelta di Elisabetta Gregoraci che, secondo loro, “offende la dignità e la coscienza femminile delle donne calabresi“.

La Catizone, sfigata sindaco di Cosenza sfiduciata dalla sua stessa maggioranza e costretta a dimettersi nel 2006, passata nel 2009 dal Pd a Sel e bocciata dagli elettori nella sua candidatura al Parlamento Europeo, madre di Filippo, nato nel 2004 da una relazione con Nicola Adamo che era sposato con un’altra donna, evidentemente potrebbe rappresentare la Calabria nel mondo meglio di Elisabetta Gregoraci, così come sicuramente farebbe Linda Lanzillotta, una delle straordinarie protagoniste dell’eccezionale esperienza amministrativa del governo Prodi (2006-2008) in qualità di ministro degli Affari Regionali e oggi esponente di “Alleanza per l’Italia“, il partito di Rutelli e Luigi Lusi, noto più per la frode sui rimborsi ai partiti che per i consensi racconti tra la gente.

Perdonateci, care “donne Calabresi della Cgil“, ma noi preferiamo Elisabetta …