Donne aggredite in Calabria: nota di Daniela Labate

Di seguito la nota di Daniela Labate Coordinatrice Provinciale Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Reggio: Qualche giorno fa, i giornali hanno titolato l’aggressione ad una sedicenne straniera, stuprata dal branco nella notte del 14 Aprile a Cosenza. La ragazza, che trascorreva la serata con un gruppo di amici, ha conosciuto, in un locale, alcuni ragazzi (forse italiani), i quali l’hanno portata in un appartamento e li, dopo averle fatto assumere sostanze stupefacenti, hanno consumato l’orribile stupro. Pare che il 2012, riguardo agli stupri, si sia aperto tristemente in Calabria: il 24 Gennaio, una quarantenne romena è stata aggredita a Reggio Calabria, da un ragazzo indiano, che cercò di abusare di lei, volendo ripetere uno stupro , già procuratole qualche tempo fa; il 23 Febbraio , una ragazza romena è stata violentata a Rossano (cs) da quattro immigrati indiani. Insomma, violenze che si ripetono a breve distanza l’una dall’altra, sintomatiche di un’emergenza sociale in continua crescita. Si distingue un 20% degli stupri riguardanti le donne straniere, ma le violenze sessuali coinvolgono le donne in generale e non si tratta sempre e solo di stupri di strada; è importante sottolineare anche le violenze compiute tra le mura domestiche! Quindi, è doveroso , porsi delle domande sulla società di oggi, dove l’uomo progredisce nella scienza, nelle tecnologie, ma forse regredisce sul piano dei valori: “homo, homini, lupus”. E’ terribile costatare questo “incattivirsi” degli uomini e vedere quella che si credeva una civiltà conquistata, sgretolarsi contro simili barbarie; è terribile che le donne, dopo anni di lotte e conquiste sociali, siano ancora oggi considerate, oggetto di possesso e sfruttamento! Probabilmente, il capitalismo sfrenato degli ultimi tempi, ha influenzato il modo di vivere dell’essere umano, che conduce sempre più una vita improntata sulle modalità dell’ “avere”. Un avere che si traduce in avidità, cupidigia e cattiveria nei confronti dei più deboli, che debbono essere necessariamente “inghiottiti” dai “forti possessori”…insomma, una serie di disvalori che cozzano con la pace, con la solidarietà, con la giustizia e con quell’ autentica civiltà e democrazia, che ancora non si è del tutto concretizzata. In questa società malata di consumismo e priva di veri valori, le donne rappresentano quei soggetti deboli che vengono inghiottite da questa trasformazione selvaggia, operante nell’animo umano. Molto spesso, le violenze sessuali subite, non vengono denunciate e cosi una donna, per paura o per vergogna, si ritrova ad essere vittima di situazioni sommerse e ad urlare un dolore, in questo mondo troppe volte sordo! Perciò, i comunisti italiani porgono le orecchie a simili ingiustizie, andando oltre la denuncia dell’emergenza economica che si è affermata nel nostro paese e soffermandosi su un’emergenza ancora più grave, che coinvolge la nostra società: l’emergenza democratica! Non può esistere una società armoniosa se mancano i valori cardine sui quali dev’essere improntata e il rispetto per l’essere umano è un valore imprescindibile! Occorre quindi reimpostare certi valori, per i quali la donna, non venga più costretta ad orribili soprusi e lesa nella sua dignità di essere umano, ma sia libera di vivere esprimendo la sua preziosa essenza! Fortunatamente, il 2012, è anche l’anno in cui la Calabria lancia un monito positivo in simili vicende di abusi sessuali sulle donne: è l’anno in cui, Anna Maria Scarfò, la ventiseienne del paesino di San Martino di Taurianova (RC), stuprata a tredici anni, oggi dice “ non mi sento più sola”! Infatti, dopo svariate violenze e persecuzioni subite, Anna Maria dà un senso al coraggio che le ha permesso di ribellarsi e di denunciare per avere giustizia; dà un senso al suo vissuto fuori dalla Calabria, per essere protetta da minacce e vendette conseguenziali alla sua denuncia! Oggi, Annamaria ritrova una parte nuova della Calabria, non quella omertosa e gretta che l’ha stuprata nell’animo, ma quella viva e solidale che ha voglia di riscattarsi da simili ingiustizie! Ecco, questo è il modello di società veramente civile e democratica, per la cui realizzazione occorre lottare!