Cefalù: esposto di Sgarbi contro la “fuga di notizie per condizionare il voto”

Con un esposto al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri Vittorio Sgarbi chiede che siano individuati i soggetti che, dallo stesso Ministero, hanno rivelato gli «atti riservati» relativi allo scioglimento del Consiglio Comunale di Salemi, consentendo a un’agenzia di stampa, la Italpress, di sollevare una presunta incandidabilità del critico d’arte a sindaco di Cefalù:

«Trovo singolare oltre che inquietante – osserva Sgarbi – che “atti riservati” di un decreto ancora nemmeno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, come prevede la legge, e non ancora notificati alle parti interessate, siano usciti dal Ministero dell’Interno e recapitati a un’agenzia di stampa.

Visto che la diffusione di questi atti è servita a sollevare una mia presunta incandidabilità, non posso non rilevare come siamo di fronte a un gravissimo e inaudito condizionamento della campagna elettorale, con il sospetto che a rendersene protagonisti siano anche uomini delle Istituzioni.

Non è di conforto apprendere che il Ministro Cancellieri abbia annunciato l’apertura di una inchiesta interna.

Non posso non rilevare come la divulgazione alla stampa di atti riservati del Ministero dell’Interno sia arrivata poche ore dopo l’annuncio dell’accettazione della candidatura a sindaco di Cefalù.

E’ inaccettabile, infine che taluni organi d’informazione – come è avvenuto oggi con il Tgr Sicilia – riportino e amplifichino la notizia di una mia presunta incandidabilità, senza garantire il contradditorio e il diritto di replica.

Su questo aspetto l’avvocato Girolamo Rubino, difensore (assieme all’avvocato Giampaolo Cicconi,) di Vittorio Sgarbi, precisa che «lo scioglimento del Consiglio Comunale di Salemi non ha determinato l’incandidabilità di quest’ultimo alle elezioni relative al Comune di Cefalù»

«Ed infatti, ai sensi dell’art. 143 comma 11 del d.lgs 267/00 – precisa l’avvocato Rubino – “gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento … non possono essere candidati alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova l’ente interessato dallo scioglimento, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo (dal tribunale competente per territorio)..”.

«Con riferimento a Vittorio Sgarbi – aggiunge l’avvocato Rubino – non solo non è stato adottato un provvedimento definitivo di incandidabilità da parte del tribunale competente per territorio, ma addirittura non risulta che sia stato avviato il procedimento volto alla declaratoria di incandidabilità giacchè il critico d’arte non può essere ritenuto responsabile delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento del Consiglio Comunale di Salemi. Appare, pertanto, evidente che Vittorio Sgarbi è certamente candidabile alla carica di sindaco del Comune di Cefalù»