Catania: 2 arresti per usura, uno è un maresciallo dei carabinieri

Avrebbe fornito a un usuraio l’elenco delle volte in cui una vittima si era rivolta, anche per altri problemi, alle forze dell’ordine. E’ l’accusa contestata a un maresciallo dei carabinieri, R. D., di 49 anni, originario di Catanzaro, arrestato, e sottoposto ai ‘domiciliari’, da colleghi dell‘Arma di Mascalucia nell’ambito di un’inchiesta per usura. Il sottufficiale, indagato per accesso abusivo a sistema informatico e di favoreggiamento reale, avrebbe passato le informazioni a Giovanni Deltaglia, di 62 anni, che e’ stato arrestato e condotto in carcere per usura aggravata ed estorsione. Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, avviate nel 2010 e coordinate dalla Dda della Procura di Catania, Deltaglia avrebbe taglieggiato un artigiano al quale aveva prestato, a partire dal 2003, 44mila euro e ottenuto in cambio, col pagamento di interessi, complessivamente 130mila euro. La vittima si era rifiutata di pagare ancora e Deltaglia l’avrebbe minacciata di morte, segnalandogli di essere amico di ‘persone che mettono bombe’. Le intimidazioni sono state ‘monitorate’ da militari dell’Arma, compresa quella in cui l’arrestato vantava di essere in grado di sapere da suoi ‘amici’ delle forze dell’ordine di eventuali sue denunce. Le ordinanze di custodia cautelari sono state emesse dal Gip Laura Bennanti. L’indagine ha preso avvio nel maggio del 2010 grazie alla denuncia di un artigiano che ha raccontato ai carabinieri di essere vittima degli strozzini gia’ da diversi anni. L’uomo ha riferito che dal 2003, per fare fronte a sopravvenute difficolta’ economiche, si era rivolto in piu’ occasioni al Deltaglia, suo conoscente, per chiedergli di volta in volta prestiti per importi che oscillavano tra i 5.000 e i 15.000 euro. Deltaglia applicava un tasso di interesse pari al 200% annuo e per un totale di 44 mila prestati avrebbe incassato 130 mila euro. L’artigiano, facendo ricorso anche a mutui e finanziamenti, era riuscito a estinguere i suoi debiti ma l’usuraio continuava a chiedergli denaro per ulteriori interessi. Nel maggio del 2010 la situazione per la vittima e’ diventata insostenibile: Deltaglia gli aveva chiesto allora 80 mila euro e lo aveva minacciato facendo riferimento alla sua amicizia con “persone che mettono bombe”. Nel corso di uno degli incontri monitorati dai carabinieri, Deltaglia aveva fatto intendere alla vittima che avrebbe subito saputo dai suoi “amici” delle forze dell’ordine se questi l’avesse denunciato e aveva elencato casi precedenti in cui era stato informato. Dalle indagini e’ stato poi riscontrato che in quelel date il maresciallo arrestato aveva effettuato degli accessi abusivi alle banche dati delle forze di polizia per favorire l’usuraio. Nel corso di un perquisizione a carico di Deltaglia sono stati sequestrati assegni e appunti contenenti listi di nomi e cifre.