Brutte notizie dalla Borsa: i mercati tornano a tremare e lo spread risale vertiginosamente

Una delle tante giornate nere per Piazza Affari

Ancora nuvole sui mercati finanziari europei trascinati al ribasso dai dati Usa della scorsa settimana sull’occupazione (cresciuta meno delle attese) e dalla Cina. Torna a salire lo spread che supera quota 390 punti riavvicinandosi a quota 400. Da Pechino arrivano notizie contrastanti. la bilancia commerciale torna in attivo: a marzo il surplus ha toccato quota 5,35 miliardi di dollari (le attese erano di un deficit di 1,3 miliardi di dollari), a fronte di un deficit registrato a febbraio di 31,5 miliardi di dollari. Le esportazioni sono aumentate, su base annua, dell’8,9% (le attese erano di +7,2%) mentre, l’import e’ cresciuto del 5,3% (la stima era di +9%). Ed e’ proprio quest’ultimo dato a preoccupare gli investitori. Da registrare anche il fatto che in Francia, secondo le stime della Banca Centrale, la crescita sara’ pari a zero nel primo trimestre dell’anno mentre la banca centrale spagnola avverte che le banche iberiche probabilmente avranno bisogno di altre iniezioni di capitali. Sempre da Parigi arriva l’aggiornamento del superindice Ocse che segnala per febbraio una lieve ripresa con un aumento di 0,2 punti nei paesi dell’area passando da 100,3 a 100,5. In controtendenza l’Italia dove il superindice scende da 99,5 di gennaio a 99,4. Nell’Eurozona l’indicatore rimane stabile a 99,6. Bene, in particolare, il Giappone con un aumento da gennaio a febbraio da 100,8 a 101,1 e gli Stati Uniti da 101,0 a 101,3. Stabile la Germania a 99,2 punti. Le note positive arrivano dalla Germania il cui export non viene toccato dalla crisi dell’euro e a febbraio e’ aumentato dell’1,6% rispetto a gennaio, quando le esportazioni avevano gia’ compiuto un balzo del 3,4% rispetto al mese precedente. In tutto questo, le borse europee stazionano in territorio negativo con Milano maglia nera che perde oltre il 3% e lo spread tra Btp e Bund che ha superato quota 390 punti base con un rendimento del decennale salito al 5,61%.