Borsa e finanza: Stati Uniti ancora in crescita

Gli Stati Uniti accelerano sulla ripresa. Tassi di interesse eccezionalmente bassi e facilità di accesso al credito, prezzi dei titoli in costante crescita (con i bancari ed i tecnologici protagonisti), mercato del lavoro che sebbene ancora lontano da livelli considerati “normali” presenta dati in costante miglioramento, stanno spingendo l’economia US in uno scenario di maggior fiducia e maggiori consumi, che hanno segnato l’aumento maggiore degli ultimi 9 mesi (ricordiamo che i consumi contano all’incirca per il 70 % del PIL US). Con la Cina che ha rivisto le stime di crescita al ribasso (7,5%) rispetto alle stime precedenti (8%) ed alla chiusura dell’anno in corso (9,2%), e l’Europa in recessione, la prima economia mondiale sembra avere la forza necessaria per uscire dalla crisi e trainare le altre economie mondiali. Forse è proprio su questo mercato, in cui i consumi costituiscono una grande fetta dell’economia, che le economie Europee (Italia in testa) dovrebbero concentrarsi per accelerare ed uscire dalla contrazione produttiva. Oltre ai consumi in crescita ieri abbiamo avuto la lettura dell’ISM manifacturing PMI che si è attestato sui 53.4 rispetto alle stime di 53.3 mentre in Europa lo stesso dato ha registrato un valore pari a 47.7; buona la lettura in Cina con un salto da 51.0 a 53.1, ancora una volta l’Europa sembra il paziente più grave. A valle però dell’Ecofin di Copenaghen i medici del paziente (i ministri dell’economia dei Paesi membri) sembra siano, finalmente, arrivati alla decisione di aumentare il “firewall” Europeo (ovvero la dotazione dei due fondi salva stati EFSF ed ESM) fino ai 700-800 miliardi di Euro, e questa sembra più una cura degli effetti, piuttosto che della causa dei malanni, ma comunque una notizia da interpretare con discreto favore (i pessimisti potrebbero leggerci l’ennesima conferma di un rischio default).

Ad ogni modo ieri non è stata una giornata per gli investitori che guardano al quadro macro in maniera scettica aspettando una correzione, i lisitni US continuano a salire seduta dopo seduta registrando il primo quarter migliore dal 1998: bene il DJ con un + 0,40%, S&P registra un +0,75% chiudendo a 1419,04 punti, NASDAQ a +0,91% sui 3119,70 punti; la buona giornata US ha trainato anche i listini Europei con buone performance dei prinicipali indici: FTSE 100 di Londra registra un +1,85%, bene anche il Dax di Francoforte (+1,58%) ed il CAC40 di Parigi a +1,13%, in leggero rosso invece Milano (-0,20%) penalizzata dai bancari, dai dati sul settore Auto, e dal pesante dato sulla disoccupazione (9,3%, massimo da Gennaio 2004 con un dato sulla disoccupazione giovanile allarmante 31,9%; la crescita e il lavoro si pongono come problemi centrali nel nostro Paese). Sul fronte valutario le buone notizie US hanno collaborato ad indebolire il dollaro contro le principali valute con cui viene scambiato, mentre la BoA lascia i tassi invariati al 4,25% con il dollaro AUD che perde terreno, gli invesitori stanno anticipando una possibile contrazione monetaria. Sulle materie prime continua la corsa dei beni agricoli con soia, grano e mais che continuano la loro corsa rialzista dopo i dati rilasciati dal diparitmento dell’agricoltura degli Stati Uniti.

Per la giornata odierna attendiamo alle 10:30 italiane il Construction PMI (53.6 attesi contro la lettura precedente) ; mentre alle 8 pm si avranno i minutes del FOMC, il braccio operativo che decide la politica monetaria della FED.

Paolo Bercich

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