Bloccata l’estradizione di Palazzolo, ancora a Bangkok

Si trova ancora a Bangkok, espulso e fermato dalle autorità thailandesi Vito Roberto Palazzolo, il finanziere nato a Terrasini (Pa) con cittadinanza italiana e sudafricana condannato a nove anni di carcere per mafia che l’Interpol vorrebbe portare in Italia per fargli scontare la pena su ordine di carcerazione della corte d’appello palermitana.  Ieri i magistrati erano stati informati che Palazzolo sarebbe stato imbarcato a mezzanotte ora locale, le 18 italiane, su un aereo diretto in Italia. Ma improvvisamente c’è stata la marcia indietro.
“Per quanto ne so – dice il legale di Palazzolo, Baldassare Lauria – il mio cliente è ancora in stato di fermo anche se il tempo è ormai abbondantemente scaduto. Noi abbiamo fatto opposizione all’espulsione all’alta corte di Bangkok. Il caso di diritto internazionale è molto complesso”.  Palazzolo è stato fermato il 31 marzo scorso in aeroporto dove stava prendendo un aereo forse per tornare in Sudafrica. E lì si è aperto il braccio di ferro legale: la difesa, appoggiata dall’ambasciatore sudafricano, vuole che il fermato sia lasciato libero o che gli venga consentito di decidere la destinazione dopo l’espulsione; l’Interpol vuole caricarlo su un aereo per l’Italia dove poi sarebbe portato in carcere.
Palazzolo è considerato una delle menti finanziarie criminali più lucide, legato al vecchio padrino Tano Badalamenti e alla mafia economica che stava più a Milano, a Lugano e a New York che a Palermo. Il siculo-africano ha un sito internet in cui racconta, secondo lui, il suo calvario giudiziario, proclamandosi innocente, e la sua storia personale.