Arisa annulla il concerto di giugno a Maida (CZ), Ruggero Pegna infuriato: “la denuncerò”

Azione giudiziaria in vista contro Arisa e i suoi manager. Ad avviarla sarà il promoter Ruggero Pegna “che aveva sottoscritto – è detto in un comunicato della Show Net srl – un contratto di esclusiva per le esibizioni dal vivo dell’artista per la Calabria per il periodo maggio-settembre 2012?.
I nostri legali – si afferma ancora nella nota – avvieranno a breve ogni azione necessaria a tutela di danni materiali, morali e d’immagine contro l’artista Arisa e i suoi rappresentanti per inadempienza contrattuale”.
Condizione imprescindibile per la chiusura del contratto – afferma Ruggero Pegnaera l’effettuazione di uno spettacolo il 9 giugno al Centro Due Mari di Maida, nei pressi di Lamezia Terme. L’agenzia di Arisa, dopo circa un mese dalla chiusura del contratto e dalla trasmissione della conferma del concerto a tutti i promoter interessati, ha annullato la data per sopraggiunti accordi con la produzione televisiva del programma XFactor, che prevede una selezione in Puglia proprio il 9 giugno. E’ un episodio molto grave – afferma ancora Pegna, che é consigliere di Assomusica – che denota assoluta mancanza di rispetto verso chi promuove e organizza concerti e, anche, verso il pubblico. Il mondo della musica dal vivo si fonda sull’impegno di tutti a rispettare scrupolosamente le date dei concerti, spesso anche se malati. Questi comportamenti danneggiano tutto il settore e gettano discredito sugli stessi artisti. La data di un concerto confermato non può essere annullata per sopraggiunti impegni di natura diversa, in barba a spese di promozione, all’immagine di chi organizza un concerto e alla stessa attesa del pubblico. Chi non fa solo il cantante, ma ha anche altri tipi di impegni, deve sapersi organizzare per non ledere l’immagine di tutto il comparto della musica dal vivo e danneggiare chi s’impegna ad organizzare uno show”.
A tutela di tutta la filiera – sostiene ancora Pegnaè bene denunciare quegli artisti che si prestano a situazioni del genere, generando incertezze nella programmazione degli eventi fino all’ultimo minuto. Per fortuna, nel mondo dei principali concerti di musica popolare, si tratta di casi rarissimi che, peraltro, non accadevano da tempo. La stessa clausola del recesso per impegni televisivi è stata tra le prime ad essere considerata vessatoria dall’associazione di tutti i principali organizzatori e produttori italiani”.