Agrigento. Settimana Santa sommersi dalla spazzatura, si ripulirà per Pasqua?

Sta diventando drammatica la situazione della raccolta dei rifiuti in provincia di Agrigento. I lavoratori delle ditte che svolgono il lavoro per l’Ato Gesa Ag2, da due mesi non incassano lo stipendio e da otto giorni hanno incrociato le braccia. In breve tempo la città si è riempita di spazzatura. Decine e decine i cassonetti per la raccolta dei rifiuti andati in fumo dopo otto giorni di protesta.
Presi di mira i bidoni sommersi dalla spazzatura ad Agrigento, Favara, Montallegro, Realmonte e Porto Empedocle. Per i cittadini il rischio è di andare incontro ad una grave emergenza igienico-sanitaria. I roghi di immondizia, infatti, generano esalazioni inquinanti e maleodoranti per la salute e per l’aria che respiriamo.
I rifiuti dopo essere stati bruciati per strada, sono da considerarsi speciali, e per rimuoverli le ditte responsabili del servizio di raccolta, devono utilizzare necessarie attrezzature. Infatti appiccando il fuoco alle montagne di rifiuti, nell’aria si sprigiona la diossina. La gente esasperata dai cattivi odori è preoccupata per l’insorgere di malattie. Purtroppo gli incendi continuano senza sosta.
La notte scorsa i pompieri sono intervenuti sia in strade centrali, che in arterie di periferia.
Ieri mattina nel corso di un lunghissimo incontro tenutosi tra una decina di sindaci rientranti nell’Ato Ag 2, il rappresentante delle ditte, l’avvocato Giuseppe Scozzari, e il Commissario liquidatore Teresa Restivo, si è giunti ad una soluzione che ao momento rimane solo verbale e quindi non ufficiale. Stando a quanto stabilito, le ditte avranno a disposizione subito tre milioni e trecentomila euro, che dovrebbero consentire di pagare una mensilità fin da subito ai lavoratori. Le restanti somme arriveranno entro la prossima settimana, consentendo di pagare anche la seconda mensilità arretrata.

Nei prossimi giorni i sindaci si riuniranno nuovamente in una seduta dei soci per verbalizzare gli impegni presi ed esprimere la volontà di uscire dal sistema dell’Ato, facendo pressione alla Regione e all’Ars affinché la normativa venga modificata.
Se l’accordo sarà sottoscritto dalle ditte, i lavoratori potrebbero tornare in settimana al lavoro, scongiurando i timori di una Settimana Santa vissuta tra la spazzatura.