Trasporti Calabria: nota di Alessandro Nicolò

“Porre il problema delle infrastrutture e delle reti di trasporto oggi in Calabria significa aprire un’ampia finestra sui programmi futuri di sviluppo della regione. Il recente incontro a Roma del presidente Scopelliti con il ministro delle Attività Produttive Corrado Passera rappresenta, in questa direzione, l’avvio concreto di una strategia che muove i suoi passi a partire dalla verifica dell’effettiva consistenza delle risorse disponibili per gli assi e le reti stradali, ferroviari, aeroportuali, portuali e per la logistica.

La forbice tra i programmi e le  opere finanziate è ampia e questo deve spingerci  a riflettere su come lavorare per tesaurizzare quanto ci è dovuto e per avviare i cantieri.

Il ritardo più forte che incide con un saldo negativo sul nostro sistema di mobilità è certamente il trasporto su strada. Com’è noto, per completare l’intero tragitto Salerno-Reggio, buona parte del quale ricade in Calabria, servono poco più di 2,5 miliardi di euro, a fronte di un impegno di spesa del Cipe di 217 milioni di euro. Lo iato tra il fabbisogno e la disponibilità finanziaria per quest’opera, a programmazione statale, è larghissimo e non può non sollecitare nella politica calabrese un’altrettanta seria riflessione sui tempi di completamento della vitale infrastruttura.

Ancora più precaria la sorte della ‘106’ ionica. Anche qui, sui circa 400 km di tracciato, sono appena 80 quelli sottoposti agli interventi di ammodernamento, e si calcola in non meno di 700 mln di euro la dote finanziaria necessaria alla ristrutturazione dell’importante arteria.

La mobilità su ferrovia merita un ragionamento a parte. Qui la Calabria sta rischiando davvero di finire nell’ isolamento per le politiche miopi del management di Rfi e del suo Ad, Mario Moretti. Alta velocità ed alta capacità, da Battipaglia in giù, sembrano cancellati da ogni ipotesi di continuità territoriale con il resto del Paese. Anzi, i tagli, che definire inconsulti è poco, posti in essere ai danni della Calabria da parte di Rfi con la soppressione di tutti i treni a lunga percorrenza, è una disposizione che non tiene in alcun conto neppure i servizi minimi, tant’è che con una recente presa di posizione comune, il presidente della Lombardia, Formigoni ed i sindaci di Torino e di Milanohanno chiesto a Rfi di ripristinare i convogli a lunga percorrenza Nord-Sud.

Sul fronte regionale, Ferrovie della Calabria è in condizione di sofferenza e non da adesso. Ricercare le cause di tale debolezza, che pesa sul versante dei costi finanziari, non è materia di facile comprensione anche se l’azione della Giunta regionale ha messo in campo le misure efficaci per riportare chiarezza in una struttura su cui gravano disavanzi di esercizio risalenti agli anni pregressi. A fronte di tali sofferenze, la Regione, lo scorso mese di dicembre ha formalizzato con lo Stato un protocollo per l’alienazione di tutti quei beni di proprietà di Ferrovie della Calabria, non strategici ai fini della mission aziendale, per reinvestirne il ricavato in progetti di rilancio aziendale.

Per le strutture aeroportuali, in particolare per lo scalo di Reggio, è vitale potenziare la continuità del servizio, allargando la presenza dei vettori, scongiurando posizioni di monopolio, avvalendosi delle opportunità offerte dall’Europa e dai regolamenti comunitari che aprono buone soluzioni per le regioni a ‘obiettivo convergenza’.

Le problematiche inerenti i collegamenti marittimi nell’Area dello Stretto e l’area Metropolitana necessitano di una forte interlocuzione con la Sicilia. I  nuovi scenari, quindi, devono mobilitare una straordinaria iniziativa politico-istituzionale. La partita non è semplice ed i tempi delle decisioni non possono essere dilatati”.