Sulle borse pochi “Oscar”

Piazza Affari, non riceve il suo Oscar, seduta negativa quella di ieri. Il Ftse Mib termina la sua contrattazione in negativo come in tutta la giornata chiudendo a (-1.09%). Seguono anche le altre borse europee Parigi (-0.74%), Londra (-0.33%) e Francoforte (-0.22%). Lo spread tra Italia e Germania a dieci anni è in rialzo di quasi l’1% attorno ai 362 punti base. La fiducia delle imprese, scivolata al minimo dal novembre del 2009, ha influenzato la chiusura in negativo del Fste Mib.

Chiusura in positivo per Telecom che registra un (+2.77%), Impregilo (+1.82%), Mediolanum (+1.09%), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (0.9%). Ritorna il selloff sui bancari, Ubi Banca (-6.19%), Banca Montepaschi (-4.34%), Banco Popolare (-4.14%), Banca Popolare di Milano (-3.67%). A pesare su Piazza Affari è il primo giorno di ritorno allo short selling (conferma avvenuta venerdì scorso, da parte della Consob)  il primo giorno dopo che il divieto era stato dato ad agosto nel pieno della crisi finanziaria, nel tentativo di stabilizzare i mercati.

Contrastata, la seduta di ieri, per i principali listini americani, Wall Street che rimane cauta, con il Dow-Jones  chiude a (-0.01%) e lo S&P500 guadagna il (+0.14%) mentre il Nasdaq (+0.08%).

Il Parlamento tedesco ha approvato ieri il secondo pacchetto di salvataggio per la Grecia, nonostante la crescente preoccupazione della Germania relativamente alla capacità della Grecia di portare avanti misure di austerità e di restare nella zona euro, dopo l’accordo raggiunto dall’eurogruppo sul salvataggio della Grecia, i rischi sono ancora alle porte sulla sua implementazione.

Standard & Poor’s ha tagliato, ieri sera, prima volta per un Paese della zona euro, il rating del debito della Grecia a livello di default selettivo, livello prima del default assoluto. La società di rating ha rivisto al ribasso l’outlook sul fondo salva-Stati, lo European Financial Stability Facility (EFSF) da  “in sviluppo” a “negativo”.

Sul fronte materie prime, rimane ancora alto il prezzo dell’oro nero, che in questi giorni ha subito un forte rimbalzo, un costo eccessivo della risorsa energetica rischia di portare dei danni ulteriori ad una fragile ripresa economica globale.

L’agenda macroeconomica di oggi prevede l’uscita dell’indice degl’Ordini di Beni Durevoli alle 14.30, che  misura i nuovi ordini arrivati ai produttori domestici per la consegna immediata o futura di beni durevoli. Le variazioni percentuali mensili danno ottime indicazioni sulla salute dell’industria, soprattutto perché la maggior parte della produzione industriale è fatta su ordinazione, gli ordini di beni durevoli includono gli effetti dell’inflazione. Un indicatore del Durable Goods Orders in crescita significherebbe un’economia più forte e pertanto tassi di interesse più alti. Nel pomeriggio negli Stati Uniti gli investitori guarderanno in particolare alla fiducia dei consumatori di febbraio, attesa in rialzo a 63 punti, appuntamento per le 16.00 con l’indicatore Consumer Confidence Index, viene redatto allo scopo di misurare il grado di fiducia dei consumatori rispetto all’economia. Il CCI è uno degli indici più importanti redatti su base mensile dal Conference Board, l’indice è il risultato di oltre 5000 questionari per misurare la fiducia del consumatore medio, sulla situazione corrente e su quella futura dell’economia. Alle ore 18.30, ci sarà il discorso di Jordan Thomas (swiss).

Francesca Roveda

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