Scopelliti si difende dalle accuse di Giardina e attacca: “parla da uomo del Pd, chissà che non lo candidino alle elezioni”

Sono sorpreso, rammaricato, umiliato, sconfortato”. Cosi’ il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, e’ intervenuto in una conferenza stampa per replicare alle dichiarazioni del colonnello Valerio Giardina nel processo ‘Meta‘. L’ufficiale ha parlato di connivenze e tangenti al tempo in cui era sindaco nella citta’ dello Stretto. ”Sembrava uno del Pd, ha parlato da oppositore politico e chissa’ che non lo candidino alle prossime elezioni”, ha polemizzato il governatore. Le parole dell’ufficiale dei carabinieri spiegano una parte contenuta nell’informativa che pero’ non e’ confluita nell’ordinanza di custodia cautelare, e percio’ e’ ”inifluente”, afferma Scopelliti. Nelle intercettazioni e’ stato tirato in ballo anche il fratello dell’attuale governatore, Tino Scopelliti. ”E’ solo la telefonata di un balordo”, cosi’ l’ex sindaco lo ha difeso.

Le parole di Giardina sul ‘modello Reggio’ – ha aggiunto Scopellitisono offensive per oltre il 70% della popolazione reggina che mi ha dato il suo sostegno. Su questa vicenda pretendo si faccia verita’. Giustizia, cerco giustizia, dinanzi ad una macchinazione non so da chi creata. La politica, per essere credibile deve essere dignitosa ed i reggini ed i calabresi devono sapere che tipo di persona li sta governando. Devono potere continuare a guardarmi negli occhi con assoluta fiducia”. ”Sono molto sorpreso, direi umiliato – ha detto ancora Scopelliti – per quelle affermazioni che hanno offeso il mio alto senso dello Stato ed il mio percorso politico, sempre accanto alle divise che rappresentano lo Stato. Tutto quello che ho detto oggi lo dovevo alla mia famiglia, alla mia onorabilita’ di uomo prima che di politico e non accetto consigli da chicchessia alla cautela fino a che non avro’ giustizia”.