Reggio, Raffa: “non possiamo rinunciare al Ponte sullo Stretto”

Il Ponte  sullo Stretto costituisce un volano di sviluppo e di ripresa senza precedenti e  il nostro territorio non può ancora una volta  rinunciare all’idea di vederlo realizzato”. A dichiararlo è il Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa.
Non fare il Ponte – dice il dott. Raffasarebbe l’ennesimo schiaffo al nostro territorio, forse l’ultimo,  che ci toglierebbe definitivamente ogni possibilità di rilanciare l’intero Sud del Paese, in particolare la Calabria mettendola al passo con le altre Regioni d’Europa, rispetto alle quali, in questo momento, purtroppo, siamo relegati in ultima posizione. Fare il Ponte, invece, colmerebbe in parte il mai pagato debito storico che, dalla nascita della Repubblica, il resto d’Italia e soprattutto le regioni del Nord hanno nei nostri confronti. Sono in assoluta sintonia con il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo – prosegue il Presidente - che, a tempo di record ed in modo brillante, senza dubbio favorito dal fatto dell’essere Presidente di una Regione a Statuto Speciale, ha individuato e provveduto alla messa a disposizione delle necessarie aree alternative per il deposito dei materiali risultanti dagli scavi per la costruzione delle opere a terra”.
Si tratta sostanzialmente di rocce da scavo, scevre da materiali inquinanti, anzi, riutilizzabili in parte per la produzione dei calcestruzzi e/o dei rilevati stradali. Un fatto, quest’ultimo, di non poco conto poiché agevola parecchio il lavoro della Commissione Ministeriale per lo Studio di Impatto Ambientale (VIA e VAS) relativamente alla costruzione dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, soprattutto considerato il fatto che ha giudicato opportuno individuare e valutare ulteriori siti di deposito dei materiali inerti provenienti dagli scavi per la realizzazione dell’opera. La problematica rimarrebbe dunque aperta sul versante calabrese che non si può permettere il lusso di vedere bocciata l’opera per suo demerito e vederne svanire la costruzione del manufatto che può rilanciare il ruolo dello Stretto a baricentro dell’area mediterranea.
Come Amministrazione Provinciale -  sottolinea Raffaabbiamo più volte pubblicamente manifestato di essere favorevoli alla costruzione dell’opera. In tale ottica, la Provincia di Reggio Calabria ha già dichiarato al Contraente Generale Eurolink e alla Società Stretto di Messina SpA, peraltro rispondendo ad una loro esplicita richiesta, la disponibilità dei siti individuati per la costruzione dei lotti A-B-C della trasversale Bovalino-Bagnara che, ad oggi, risultano inutilizzati a causa del mancato finanziamento degli stessi lotti e che sono già muniti di tutti i pareri e fanno parte di una progettazione definitiva già approvata, validata e quindi cantierabile, per cui, per il loro immediato utilizzo, non dovrebbero essere necessarie ulteriori adempimenti ed autorizzazioni. Ovviamente, la Provincia si è tutelata, richiedendo al termine dell’eventuale utilizzo dei siti (o prima, in caso di necessità), che il Contraente Generale studi ed individui ulteriori siti (se necessari, e ne fornisca le progettazioni definitive approvate), presso cui recapitare i volumi previsti nel progetto originario della Bovalino – Bagnara e che non potranno più trovare capienza residua nei tre depositi in questione. Con tale disponibilità dei depositi forniti dalla Provincia, già utilizzabili senza incertezze, dovrebbe dunque concludersi al più presto positivamente l’iter VIA-VAS, e di conseguenza, passare la parola definitiva al CIPE, che dovrebbe eliminare ogni indecisione e dare il via immediato alle opere, mettendo da parte definitivamente quelle voci abilmente costruite, ma verificatesi infondate, di presunto definanziamento dell’opera”.
Proprio su questo punto ormai è noto quanto è stato dettagliatamente chiarito dal senatore D’Alia sul Corriere Economia del 06/02/2012, poiché non risulta veritiera l’ipotesi che i fondi stanziati per la parte pubblica dell’opera, pari ad 1,7 miliardi di euro, potrebbero dirottarsi verso altre opere, magari disseminate in tutto il territorio nazionale e non solo nell’area dello Stretto. Questo perché fra costi già sostenuti (250 milioni) e penali dovute per legge e per contratto (800 milioni), la maggior parte di quei fondi di fatto andrebbe dispersa.
In questo momento in cui l’economia italiana è in forte crisi, – conclude il Presidente della Provincia  – sarebbe come avere sprecato 1 miliardo di euro per un’opera non realizzata: somma che invece unita agli ulteriori 700 milioni potenzialmente ‘disponibili’, costituirebbe il 100% della parte pubblica di un’opera da ben 8 miliardi, i cui restanti 6 milioni e 300 mila sarebbero investiti dai privati. Con tale aperta e dichiarata disponibilità, la Provincia di Reggio Calabria vuole, ancora una volta, sottolineare l’assoluta necessità che l’opera si realizzi e anche nel più breve tempo possibile, facendo partire i cantieri che garantirebbero occupazione a 40.000 lavoratori, oltre l’indotto, non solo nel settore costruzioni, ma anche in un comparto per noi vitale e finora non sfruttato,  che è quello del turismo”.