Reggio: continua il disagio degli alunni della scuola di Salice, le lezioni sono ancora nella sede della circoscrizione di Arghillà

L'ex circoscrizione di Arghillà

Di seguito la nota diffusa da Filippo Vicedomini: “Per il secondo anno consecutivo gli alunni della Scuola di Salice frequentano le lezioni giornaliere presso la struttura che ospitava la sede dell’ottava circoscrizione ad Arghillà. I locali originariamente progettati ad uso ufficio, nonostante siano stati adattati all’utilizzo scolastico, presentano delle evidenti carenze dovute alla diversa destinazione per cui erano stati realizzati. In un’aula addirittura la finestra non affaccia sull’esterno ma sull’androne interno. La struttura è provvista di un impianto di riscaldamento centralizzato che non è funzionante (non si sa bene se abbia mai funzionato). Si è provato con l’utilizzo di stufe elettriche che però non possono essere utilizzate contemporaneamente in quanto l’impianto va in sovraccarico con conseguente distacco dell’energia elettrica. L’illuminazione presente a tubi fluorescenti, pare a causa della bassa tensione, funziona a tratti creando un effetto psichedelico sicuramente nocivo per i bambini. Altrettanto gravi sono le infiltrazioni da acqua piovana che, creando chiazze di umidità sui muri e nei lucernai, favoriscono lo sviluppo di muffe estremamente pericolose. Considerate le rigide temperature di questo periodo i genitori, in accordo con il rappresentante di circolo e tutti i rappresentanti dei genitori, dopo aver avvisato il dirigente scolastico Avv. Albino Barresi,  hanno deciso di non mandare i figli a scuola da oggi fino alla risoluzione dei problemi già esposti anche alle autorità competenti. Le disavventure della scuola di Salice sono iniziate nell’agosto del 2010 quando i rappresentanti dei genitori venivano informati che la scuola era stata dichiarata inagibile e che le lezioni sarebbero state spostate nel plesso di Catona in orario pomeridiano. La soluzione, apparsa subito impraticabile, avrebbe sconvolto le abitudini dei bambini non permettendogli di effettuare pienamente tutte le attività scolastiche previste. Grazie all’intervento di alcuni amministratori, che hanno subito rilevato il disagio che si sarebbe arrecato ai bambini, sono stati concessi come sede temporanea i locali a tutt’oggi occupati. Tutto sembrava volgere per il meglio quando, dopo breve tempo, sono state effettuati i primi interventi di indagine nella vecchia struttura di Salice per accertarne le reali condizioni di agibilità. Da allora però la struttura è stata lasciata abbandonata ed incustodita tanto che sono stati rotti i vetri, le porte e le finestre rendendo di fatto agevole a chiunque l’accesso. I genitori confidano in un celere intervento delle autorità preposte intanto per consentire di poter riprendere al più presto le lezioni nella sede temporanea di Arghillà non perdendo di vista comunque l’obiettivo di una riapertura definitiva del Plesso di Salice“.