Quanta liquidità chiederanno le banche Europee alla BCE?

Nella notte abbiamo assistito ad un leggero aumento dei futures sugli indici mondiali, gli investitori aspettano (sembrerebbe con ritrovata fiducia) l’intervento di LTRO (Long Term Rifanancing option) da parte della BCE. Nella sostanza l’intervento prevede l’immissione di nuova liquidità verso le Banche Europee con prestiti a tre anni a tassi eccezionalmente bassi (intorno all’1%). La manvora dovrebbe tradursi in un abbassamento dei tassi bancari a lungo termine, favorendo la richiesta di liquidità da parte delle imprese  ed in ultima istanza i processi di crescita economica (c’è chi pensa invece che la liquidità servirà ad alleggerire le pressioni sui bond Europei, d’altro canto le banche ptrebbero prendere a prestito all’1% per poi investire, ad esempio, sui BTP decennali che hanno un rendimento del 5,35%). L’ammontare totale di liquidità dovrebbe aggirrasi intorno ai 470-490 miliardi di €, la notizia definitiva sull’ammontare erogato (che dipenderà dalle richieste delle banche commerciali europee) dovrebbe giungere verso le 11:15 GMT+1. La reazione dei mercati potrebbe essere duplice: da una parte c’è chi sostiene che la nuova liquidità “a basso costo”, potrebbe continuare a sostenere l’aumento delle quotazioni degli indici azionari e delle materie prime (protagoniste di un vero e proprio rally da inizio anno); c’è invece chi pensa che il mercato possa già aver scontato l’intervento (è la seconda manovra espansiva della BCE, nella prima si ricordi il crollo dello spread BTP-BUND) e che un’eccesiva richiesta da parte delle Banche commmerciali dimostri la debolezza dell’area Euro e l’eccessiva dipendenza dalla Banca Centrale. Certo è che l’ammontare della somma elargita sarà il dato fondamentale su cui investitori e traders faranno le loro riflessioni. Da un punto di vista macro la manovra conferma su scala mondiale che le Bance Centrali stanno rispondendo alla crisi inondando i mercati di liquidità: si pensi ai Quantitative Easing della FED (al termine degli interventi abbiamo assistito ad un crollo degli azionari in entrambi i casi); ai prestiti dellaBCE; agli interventi della Bank of Japan e della Bank of England, ed anche alla riduzione delle riserve per le Banche Cinesi, tutti interventi di politica monetaria espansiva.

Ieri bene i listini con leggeri rialzi sia in Europa (Milano +0,23%; Londra +0,21%; Francoforte +0,56&; Parigi +0,36%) sia a Wall Street (DJ +0,18%; S&P +0,34%; Nasdaq +0,69%). Sul valutario EUR contro il USD prossimo ai massimi degli ultimi tre mesi, mentre il Dollaro si è indebolito negli ultimi giorni contro le principali valute con cui viene scambiato. Le commodities continuano a correre nel 2012 con il brent stabile sopra i 120 USD al barile ed il rame che testa nuovamente il massimo sugli 8.600 USD.

Sempre oggi (2:30 pm) attenzione ai dati sul PIL dell’ultimo trimestre 2011 US, che non dovrebbe regalare sorpese attestandosi al 2.8%; nel pomeriggio (4pm) attesa invece per lo speech di Bernanke, oggi potrebbe essere una seduta molto molto volatile.

Paolo Bercich

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