Processo Mills, Berlusconi prosciolto per prescrizione. Tutti scontenti, faranno ricorso sia accusa che difesa

Il tempo è scaduto. S’è fatto troppo tardi. I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano dichiarano il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nel processo in cui Silvio Berlusconi rispondeva di aver corrotto il testimone David Mills. Il collegio non ha ravvisato le condizioni per assolvere perchè in quel caso avrebbero dovuto scegliere la formula più favorevole all’imputato. E il verdetto emesso dopo due ore e mezza di camera di coniglio scontenta tutti. Ricorreranno infatti in appello sia la Procura sia la difesa. Lo scoglio dei 90 giorni per il deposito delle motivazioni appare insuperabile nella prospettiva di celebrare un dibattimento di secondo grado. “Una sentenza così la impugno tutta la vita“, dice l’avvocato dell’ex premier Piero Longo che insieme al collega Niccolò Ghedini in mattinata aveva sollecitato l’assoluzione di Berlusconi perchè il fatto non sussiste. In Procura fanno sapere che il ricorso contro il verdetto è molto probabile. Anche se tutte le parti del processo sono consapevoli che la partita appare ormai chiusa. Che il collegio avesse già preso da tempo la decisione lo si è intuito stamattina quando alle 11,30 il presidente Francesca Vitale ha interrotto le arringhe proponendo una breve pausa di un quarto d’ora “perchè il bar del palazzo a mezzogiorno chiude“. Ulteriore conferma è arrivata alle 12,15 quando il presidente ha indicato due ore e mezza per la durata della camera di consiglio. Un tempo breve considerata la complessità della vicenda. E’ stato evidente subito a tutti che i giudici avevano già preso la decisione nel corso delle tantissime “precamere” fatte in questi mesi.
Si conclude un processo durato 5 anni, segnato da due interruzioni con altrettante sentenze della Corte costituzionale per annullare immunità per le alte cariche dello Stato. Ma anche da tre ricusazioni, quella del gup Fabio Paparella, particolarmente drammatica perchè annunciata nel momento in cui stava per leggere il rinvio a giudizio, quella del presidente del vecchio collegio Nicoletta Gandus e ultima quella per i tre giudici del processo che si è appena concluso. Tutte respinte queste ricusazioni, ma l’ultima istanza era fatale al processo perchè la Corte d’appello fissava l’udienza camerale al 18 febbraio sabato scorso scavalcando la data del 14 febbraio che era quella calcolata dal collegio per la “scadenza” dei fatti. I 250mila euro del risarcimento alla presidenza del Consiglio dei ministri li pagherà Mills da solo, come deciso dalla Cassazione perchè il legale inglese aveva avuto, sì, la prescrizione ma dopo due condanne. Per Berlusconi nessuna condanna. Resta una sentenza di Cassazione che dice che il fatto storico era avvenuto, che Mills era il corrotto e che Berlusconi era il corruttore. Sulla Procura di Milano resterà per sempre invece l’ombra di non aver indagato Mills già nel 1995 per falso in bilancio come creatore e gestore del sistema off-shore. Fosse stato indagato allora il legale inglese, poi non sarebbe stato possibile accusarlo di falsa testimonianza e corruzione per aver venduto due deposizioni nei processi al Cavaliere. Insomma, la giustizia sembra aver esaurito il suo compito. Se ne occuperanno gli storici.