Oreste Romeo: “ciò che dai è tuo per sempre”

Riceviamo e pubblichiamo: Nel giorno della celebrazione del I Congresso PDL di Grande Città, Reggio e la Calabria hanno appreso delle personali opinioni che il Colonnello Giardina ha inteso rappresentare ai giudici del dibattimento originato dalla “Operazione Meta”, nonostante le stesse non avessero ottenuto alcun significativo riscontro nel meticoloso prosieguo delle indagini condotte dagli inquirenti.

La conferenza stampa convocata a distanza di qualche giorno dal Presidente Scopelliti si è rivelata quanto mai necessaria, perché egli offrisse un contributo di verità all’opinione pubblica, rimasta inevitabilmente sbalordita nell’apprendere come importanti dati processuali, assistiti da certezza ormai acquisita, fossero rimasti, all’improvviso ed in un solo istante, oggetto di insolita ed atipica revisione critica sulla scorta di impressioni soggettive, in quanto tali, prive di apprezzabile rilievo.

Guardando negli occhi la popolazione calabrese che in lui ha riposto e mantiene ben viva la speranza di cambiare una Regione marginalizzata, di renderla al passo con i tempi ed in grado di competere con le altre in un fertile confronto finalizzato alla armoniosa crescita della Nazione, l’On. Scopelliti ha affrontato a viso aperto i temi della inquietante querelle, non mancando di richiamare atti amministrativi e documenti giudiziari.

Insomma, non è venuto meno al suo ruolo ed ha assunto una posizione di notevole rilevanza politica.

Considerata la concomitante iniziativa concepita dallo schieramento avversario con il malcelato intendimento di spostare l’attenzione sul livello centrale onde depotenziarne la dirompente efficacia, la conferenza stampa ha messo impietosamente a nudo, seppur indirettamente, i gravi limiti dell’antipolitica e dei suoi subdoli fomentatori, “preoccupati” di non tradire una allarmante incapacità di abbracciare col pensiero una proposta alternativa di crescita e sviluppo della comunità calabrese.

Non s’intende, in questa sede, ribadire alcunché sulla singolarità di metodo o sulla inquietante precarietà del merito che l’audizione dell’Ufficiale di Polizia Giudiziaria ha reso entrambe accessibili oltre i confini regionali grazie all’eccessivo clamore mediatico che ne è seguito.

Preme, infatti, in questa sede rilevare il dato, eminentemente politico, della solida e costante presenza, in Calabria, di una autorevole leadership in grado di respingere con fermezza aggressioni di ogni genere.

Esiste, ed è costantemente presente, in Calabria, un riferimento politico che genera, grazie ad una classe dirigente rinnovata, una rappresentanza realmente democratica che assume comportamenti orientati al bene comune ed al tempo stesso rispondenti ai criteri imposti dall’etica pubblica: l’illustrazione dell’iter procedimentale che ha portato al recupero a fini sociali della casa del boss Condello ne è la riprova, e costituisce senza ombra di dubbio un Modello per l’intera Europa, non sembrando trascurabile l’aderenza ai dettami della Legge che viene fuori dalla documentata linearità di azione amministrativa.

Il che, di per sé, spiega le ragioni dell’ampia e costante legittimazione popolare ricevuta nel corso degli anni dall’area di centrodestra guidata dall’On. Scopelliti.

Né, poi, lo spartito è cambiato nel momento in cui egli è stato chiamato a più alte responsabilità.

E’ questo il contesto in cui è maturata e non s’è fatta attendere la “risposta” di chi nei fatti  dimostra sistematica ostilità a Reggio ed a questa Calabria che fa squadra e punta all’obiettivo di acquisire una identità moderna, presupposto indispensabile per poter sanamente competere con le altre Regioni sul terreno di un virtuoso confronto che potrà solo stimolare l’orgoglio di concorrere con pienezza di titolo alla auspicata ripresa nazionale.

E’ convinzione dell’attuale Premier che il Meridione d’Italia sia la grande opportunità a disposizione della Nazione perché essa vinca la più importante sfida che l’attende, quella della ripresa.

Ebbene, i parlamentari calabresi dello schieramento avversario ci “riprovano”.

Imboccata la solita scorciatoia, corrono a piangere da Monti, ben guardandosi dal fornire un valido contributo ad una causa che non li dovrebbe vedere estranei in termini di progettualità.

Questo, non altro, è il senso dell’interrogazione con la quale si esprime solo interessata quanto ipocrita “preoccupazione” che in realtà non si nutre per le sorti di Reggio, né della Calabria, ma solo per la consapevolezza degli evidenti limiti della parte politica che li ricomprende.

Tutto ciò è sintomatico di un persistente “commissariamento politico”.

E’ un dato che nella sua indiscussa oggettività presenta ragioni e cause profonde, sino a confermare la mancanza assoluta di progettualità politica che, lungi dal poter essere compensata dall’ormai anacronistico sfruttamento a fini politici di vicende giudiziarie, finisce per tradursi in una grave palla al piede per l’intera comunità, le cui istanze sono rese ancor più pressanti dall’attuale congiuntura.

Questa situazione, ben chiara nella sua sconfortante portata, avvilisce e trascina verso il basso il livello del confronto democratico.

Le azioni messe in campo dalla maggioranza regionale, a partire dalla ridotta invasività della Sanità, autentico cancro made in Calabria, hanno fatto registrare una storica inversione di tendenza, sì come testimonia il corto circuito che ha da subito interessato consolidati contesti affaristici e criminali.

L’impiego oculato e razionale delle risorse, il miglioramento dei servizi cui il cittadino ha diritto, lo sviluppo del territorio, l’affrancazione dal bisogno delle sue fasce più deboli, il superamento di ultradecennali processi di arrendevolezza culturale che nel corso degli anni non hanno colmato, ma solo esasperato ed acuito le diseguaglianze a livello sociale, sono i principi di fondo della non semplice azione amministrativa su cui si può e si deve giudicare la classe dirigente regionale rivitalizzata dal Governatore.

In buona sostanza, la legittimazione popolare di questa azione di governo, punto di partenza per la consegna di una autentica e sostanziale idea di Libertà al Cittadino, è ciò che ieri l’altro è stato reclamato con forza davanti a condotte che non potranno essere consegnate alla storia.

E rappresenta motivo di grande fiducia l’irriducibile volontà del Presidente Scopelliti di proseguire con la tenacia di sempre il percorso di cambiamento condiviso dai Calabresi tutti, a partire dai Reggini, i quali ne conoscono bene il Cuore e l’Anima.

Ciò che dai è tuo per sempre!

Un pensiero che lega sempre di più Reggio alla Calabria!

avvocato Oreste Romeo