Olimpiadi 2020: dopo il “no” di Roma, festeggia Istanbul

La Turchia non e’ ancora in preda alla febbre olimpica tanto da gioire sui media per la rinuncia di Roma e il Comitato olimpico turco (Noct), impegnato proprio oggi a presentare la candidatura di Istanbul, rinvia i commenti ufficiali sul no di Mario Monti. Con i giornali distratti da altre vicende ed il vice presidente Hasan Arat alla sede del Cio a Losanna con in mano il dossier su Istanbul 2020, in ambienti del Noct si intuisce un inconfesabile sollievo per la scomparsa di un quinto potenziale avversario, sicuramente ben piu’ accreditato di Baku. Le dichiarazioni ufficiali sono pero’ tutte per i punti di forza della candidatura: l’economia della ”nuova Turchia” e l’ ”enorme appoggio” dato dal premier turco Recep Tayyip Erdogan, ha sottolineato Arat. E’ da due decenni che la Turchia prova invano ad aggiudicarsi le Olimpiadi, con quattro candidature andate male di fila per i Giochi dal 2000 al 2012. Questo quinto tentativo e’ pero’ diverso: ”C’e’ un’enorme differenza tra l’Istanbul di oggi e l’Istanbul di 20 anni fa”, ha ricordato il vicepresidente del Noct. La Turchia infatti e’ ”uno dei pochi paesi che puo’ accollarsi l’onere finanziario dell’Olimpiade”, ha sottolineato di recente un ministro riferendosi alla crescita economica del paese che procede a ritmi da record mondiale rivaleggiando col Pil cinese sul 9% annuo, anche se in rallentamento. Erdogan poi sta assicurando una stabilita’ politica con maggioranze quasi assolute dal 2003 e punta a dominare la scena per un altro decennio. Alla diffusa corruzione, alla guerra di bassa intensita’ contro il terrorismo indipendentista curdo e all’instabilita’ della confinante mezzaluna sciita (Iran, Iraq e Siria) Arat e ministri non fanno riferimento.