Nota dell’assessore provinciale di Reggio Eduardo Lamberti Castronuovo

Non ritengo di avere la soluzione per tutto nè la ricetta per sanare la piaga dell’illegalità diffusa o della corruzione dilagante . So di certo che debbo combatterla con ogni mezzo.

Ricordo, per aver tirato di scherma , che tra le azioni di difesa dello schermidore, c’è la parata di misura. Cui segue un’assalto vincente. Si tratta di fare un passo indietro per poi sferrare un attacco.

Ora vorrei invitare ad una riflessione .

Posto che mi inquieta la manifestazione delle donne appartenenti a presunte o dichiarate famiglie di ‘ndrangheta e che la condanno senza nè se nè ma, non possiamo supporre, senza urtare facili suscettibilità , che se non ne avesse parlato nessuno della stampa, la cosa sarebbe passata del tutto inosservata?

In estrema sintesi è sbagliato pensare che talvolta sarebbe bene non fare da cassa di risonanza ad una inaccettabile quanto grottesca protesta ?

In fondo le “signore ” hanno mandato una sorta di messaggio utilizzando impropriamente i mezzi di comunicazione .

Perché dunque fornire loro questo servizio ?

Questa specie di cavo coassiale dove di trasmette sì informazione giusta e democratica ma anche messaggi nefandi per conto terzi.

Talvolta non il limitare la democrazia ma operare delle scelte potrebbe portare risultati migliori .

Almeno questo il mio pensiero aperto a riflessioni e commenti.

Se le tv locali , i giornali, i siti on line potessero badare meglio a quell’etica della comunicazione che spesso viene sacrificata sull’altare dello scoop a tutti i costi, forse, darebbero un servizio sociale migliore dal punto di vista della pubblica utilità .

Apriamo un dibattito.

L’occasione di questa riflessione mi è propizia per manifestare la mia presenza accanto a tutti coloro i quali, dalla magistratura alla politica alle forze dell’ordine e sociali dicono in ogni modo no alla ndrangheta , coi fatti.