‘Ndrangheta: “una segreteria politica reggina era il punto d’incontro del clan”

L’attivita’ investigativa della polizia, che stamane ha portato all’arresto di 6 persone accusate di estorsione a Reggio Calabria, ha ottenuto un importante contributo dalle intercettazione telefoniche e ambientali di quanti, compresi alcuni degli arrestati, frequentavano il circolo “Caccia, Sviluppo e Territorio” situato in una delle traverse (diramazione Gulli’) del viale Pio Xi, in cui era ospitata la segreteria politica del consigliere comunale Plutino, arrestato nei mesi scorsi. Quel locale – sottolineano gli inquirenti – si e’ rivelato “un punto d’incontro e riunione degli appartenenti alla cosca Caridi e, dall’altro, altrettanto significatamente quale sede delle segreteria politica dell’ex consigliere comunale Giuseppe Plutino, alla cui elezione hanno profuso un impegno costante gli appartenenti alla cosca Caridi”. Dell’attivita’ delinquenziale l’ex assessore, e’ stato precisato, era all’oscuro. Gli stessi inquirenti, ad una precisa domanda (formulata nel corso della conferenza stampa di questa mattina), hanno risposto di non avere elementi a carico dell’uomo politico che a tutt’oggi si trova in carcere. A sostenere che il circolo fosse utilizzato come segreteria politica e’ Domenico Condemi, cugino di Plutino (“Qua mio cugino ha? Eh, un circolo per le elezioni!”). Sul fronte dell’impegno elettorale della cosca – come hanno riferito i funzionari della Squadra mobile – e’ stata anche accertata l’imposizione a non attaccare nel rione San Giorgio Extra manifesti elettorali riconducibili alla candidatura di Antonia Lanucara, capogruppo del PD al Comune di Reggio. Attraverso le intercettazioni la polizia e’ venuta a conoscenza che i fermati di questa mattina imponevano una tangente del 4 – 5% sui lavori pubblici e privati effettuati da imprese che operavano nella zona. La percentuale, pero’, dipendeva anche dal fatto se l’impresa fosse di persone considerate “amiche” o segnalate da altre ‘ndrine. Le estorsioni accertate sarebbero state cinque e tra queste l’impresa edile che ha realizzato i lavori di una rampa tra borgata Giardini e l ‘argine Calopinace e nei confronti di un’altra che si era aggiudicata l’appalto per le pulizie dell’ospedale “Morelli”. La polizia ha poi parlato di una ritorsione nei confronti di una ditta che si era macchiata dello “sgarro” del licenziamento di uno degli arrestati. Nel corso della conversazioni, la polizia e’ riuscita a captare un vero e proprio ‘campionario’ delle estorsioni da compiere sul territorio, “con l’indicazione – e’ stato detto – delle percentuali da richiedere e dai soldi da riscuotere, di ammontare variabile se la vittima di turno risultava essere stata o meno ‘raccomandata’ da terzi, appartenenti alla stessa cosca o comunque meritevole di rispetto”.