‘Ndrangheta, imprenditore reggino punito per avere licenziato il cognato

Un imprenditore doveva essere “punito” con un versamento di denaro alla cosca Borghetto-Caridi-Zingato perche’ aveva licenziato il cognato di Domenico Condemi, presunto affiliato al gruppo criminale arrestato nella precedente operazione di dicembre. E’ quanto emerge dall’inchiesta che oggi ha portato al fermo di altri sei soggetti ritenuti appartenenti alla cosca che opera nella zona di Modena-Ciccarello-San Giorgio- di Reggio Calabria. In una conversazione intercettata, Condemi ha riferito a Giovanni Pangallo, 63enne arrestato questa mattina, che “solo per mettere piede nella loro zona” l’imprenditore avrebbe dovuto versare una somma di denaro per avere licenziato suo cognato Natale Cuzzola, di 40 anni, anche lui finito in manette questa mattina. Quest’ultimo e’ il padre di una ragazza la cui assunzione venne imposta al consigliere regionale dei Popolari liberali Gianni Nocera, emerso nell’operazione del dicembre scorso ‘Alta tensione 2′. Nell’operazione di oggi sono stati arrestati anche Giovanni Roda’, di 35 anni, che sarebbe stato autore, insieme a Condemi, di una richiesta estorsiva ai titolari di una gioielleria nel quartiere San Giorgio e di una vera e propria “tangente ambientale” che e’ consistita nel contributo a una festa. Al rifiuto del contributo e’ seguito un danneggiamento a colpi di arma da fuoco contro l’attivita’ commerciale. Arrestato anche Giuseppe Pasquale Esposito di 53 anni, e Domenico Antonio Laurendi di 31 anni.