‘Ndrangheta: boss Aquino ‘tradito’ da sms

E’ stato tradito da un sms inviato ad una trasmissione televisiva in cui contestava l’espulsione dei due figli in una gara della squadra della quale era stato presidente, Rocco Aquino, il boss latitante arrestato ieri. Domenica scorsa, in occasione di una gara del Marina di Gioiosa Ionica, squadra che milita nel campionato di promozione calabrese, di cui Aquino era presidente di fatto sino al momento della sua latitanza, c’e’ stata una baruffa in campo al termine della quale i due figli del boss sono stati espulsi. Aquino ha subito inviato un sms anonimo ad una televisione locale che commenta i risultati di calcio, contestando l’espulsione, ma il messaggio, proprio perche’ anonimo, non e’ stato preso in considerazione dall’emittente. Aquino ne ha quindi spedito un secondo firmandosi ”un dirigente” del Marina di Gioiosa Ionica. Questa volta il messaggio e’ stato trasmesso dalla Tv ed e’ stato letto dai carabinieri che guardavano la trasmissione. Il controllo effettuato ha permesso di accertare che l’sms era stato inviato da un parente del boss che al momento dell’invio si trovava nell’appartamento di Aquino. E’ stata la conferma che i carabinieri del Ros, dei ”cacciatori” e del Comando provinciale di Reggio aspettavano per avere la conferma che il boss si trovava proprio li’. Avuta la conferma, i carabinieri hanno pianificato l’operazione ed ieri sono entrati in azione incontrando la resistenza della moglie e di uno dei figli di Aquino. Quando poi hanno notato una lampada ”sospetta” pendere dal soffitto, i militari hanno capito e, aiutandosi con alcuni attrezzi, hanno aperto la botola che dava nel bunker allestito nel sottotetto dell’abitazione e dal quale Aquino non ha potuto fare altro che uscire senza opporre resistenza.