Mafia, processo Mori. Oggi deporrà in aula a Palermo l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino

Nell’ambito del processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, imputati per favoreggiamento aggravato per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nell’ottobre del 1995, oggi è la volta della testimonianza di Nicola Mancino. Mancino fu presidente del senato e ministro dell’interno al Viminale dal 28 giugno del ’92 al ’94. il periodo cruciale per i magistrati, della trattativa tra Stato e mafia. Mentre il pentito di mafia, Giovanni Brusca, ha indicato Mancino come il “terminale finale” dell’elenco con le richieste che Toto’ Riina avrebbe fatto allo Stato in cambio della fine della strategia stragista, Mancino ha sempre negato l’esistenza di una trattativa. L’ex ministro è stato interrogato nel dicembre scorso dai pm di Palermo, nell’ambito della sua nomina al Viminale.
E’ stato il suo predecessore al ministero dell’Interno, Vincenzo Scotti, a raccontare ai magistrati che la decisione di togliere, nel giugno del 1992 – cioe’ appena un mese dopo la strage di Capaci – a Scotti l’incarico di ministro dell’Interno e di assegnarne la guida a Mancino sarebbe stata, “improvvisa”. Ma Mancino ha spiegato ai pm di non sapere il perche’ venne scelto alla guida del Viminale. Sulla vicenda sono stati depositati anche gli interrogatori degli ex segretari della Dc Ciriaco De Mita e Arnaldo Forlani. De Mita ha parlato di “un normale avvicendamento“.