Le frittole di zio Ture

Ieri, a spopresa e con gran piacere, siamo stati a pranzo da Tony e Tutu’.In realta’ non si e’ trattato di un semplice pranzo ma di una mega Frittolata insieme ad un nutrito gruppo di parenti e amici.

Abbiamo iniziato con i maccheroni al sugo di Tony:  semplicemente magici.Degna di plauso la fattura   di Tony; fatti a mano e col ferro proprio come si conviene. Al piatto una nevicata di parmigiano o ricotta salata, a piacere.

A seguire le frittole* di zio Ture: spettaaaaacoloooo!!!! Quando li ha portate a tavola spolverate di pepenero c’e stata una vera ovazione. Non c’e’ stato nemmeno bisogno di assaggiarle per alzarsi tutti in piedi e brindare al RE delle frittole. La sola vista appagava gia’ tutti i sensi e ci apriva tutti alla meraviglia del gusto. Cosce, stinchi, costate, e poi qualche piede, l’orecchio, la pancia, un po di lingua e sottili scorzette; il tutto cotto magistralmente. Ricche insalate di arance, limoni e finocchi  per sgrassare il palato e a chiusura un buffet di dolci pantagruelico. Tutto annaffiato da un buon rosso e ……… grappino.

In una simile festa non  potevano certo mancare le “bomboniere“. Siamotornati a casa ognumo col proprio pacchetto di curcuci* ed un vasetto di sugna(strutto).

……. e come dice Ciccio: “a fruttula e’ frittula“.

 

* Per gli amici del Nord, le frittole non sono altro che varie parti del maiale lesse nel loro stesso grasso senza aggiunta di niente: cuociono a fuoco basso per circa 5 o 6 ore. Detto cosi’ sembra facile e invece  occorre molta ma molta maestria. I curcuci sono tutto cio’ che resta nel pentolone. Si lasciano freddare e il grasso si solidifica e le mantiene per lunghi periodi. Il modo migliore per mangiarle e’ con le uova fritte.