L’apocalisse dell’A3 Salerno-Reggio Calabria

di Vincenzo Comi - Circa 200 Km in tre ore e trenta minuti. Tragitto, Reggio Calabria – Catanzaro. Dalla ‘Città Metropolitana’ al capoluogo della Calabria. Duecentodieci lunghi minuti nel cuore dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria tra birilli che attraversano la strada, cartelli segnaletici la cui velocità sembra quella di un centro cittadino (40 Km), continui cambiamenti di direzione, buche da far invidia al più grande dei cantieri e addirittura materassi e sacchi neri di immondizia nel mezzo della carreggiata. Per farla breve potremmo concludere, come ha dichiarato Fiorello quando venne a Reggio ad una domanda sulla Salerno – Reggio Calabria, la risposta fu ‘Sembrava di essere dentro un videogioco’. Materassi a parte, nulla di nuovo. Un’autostrada nata negli anni ’70, di cui nessun calabrese si è mai sentito orgoglioso ne semplicemente soddisfatto. Non si tratta di una strada secondaria, bensì dell’unica arteria che unisce il Sud al resto d’Italia. Ormai la rassegnazione prevale sulla rabbia ma quando si leggono dichiarazioni simili scatta l’indignazione. Riportiamo le parole del Presidente della Provincia Giuseppe Raffa. ‘Il Ponte sullo Stretto costituisce un volano di sviluppo e di ripresa senza precedenti e il nostro territorio non può ancora una volta rinunciare all’idea di vederlo realizzato’. E ancora. ‘Non realizzarlo sarebbe l’ennesimo schiaffo al nostro territorio’. Caro Presidente, ribadiamo quello che già abbiamo riportato nelle prime righe. ‘Poco meno di 200 km in 3 ore e mezza.’ Nella metà del tempo in Africa si arriva da Mombasa a Watamu, nota località turistica. Con tutto il rispetto stiamo parlando di uno dei paesi più poveri al mondo. Eppure lei parla del Ponte sullo Stretto, quando ancora non è stata completata la strada che porterebbe a questa meravigliosa opera. Prima di affermare di ‘non voler rinunciare all’idea di vedere realizzato il Ponte’, perché non si parla della ‘mancata realizzazione, dopo quasi mezzo secolo di vita della SA-RC? Per concludere i cittadini non si sentono presi ‘a schiaffi’ per non avere il famoso Ponte sullo Stretto, ma per avere, all’interno delle Istituzioni persone che, come lei, ignorano le vere priorità del nostro territorio.