La Corte dei Conti: “in Sicilia aumentano corruzione e inefficienze”

Un danno erariale accertato di 56 milioni 854mila e 262 euro con l’emissione di 134 atti di citazione in giudizio a carico di 236 soggetti e l’apertura di oltre 8mila istruttorie. Sono alcuni dei dati che fotografano la Sicilia del 2011 secondo la giustizia contabile e che emergono in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2012 della Corte dei Conti. Da quanto afferma il procuratore regionale Guido Carlino, a margine dello svolgimento della sua consueta relazione sull’attivita’ della Procura regionale “sono stati individuati in Sicilia diversi casi di corruzione, ma moltissimi purtroppo non emergono, dunque la cifra oscura di questo dato e’ rilevantissima. Come giustizia contabile – ha sottolineato il procuratore – ci occupiamo di corruzione sotto un duplice profilo, quello del danno erariale e quello del danno all’immagine della pubblica amministrazione, ma siamo bloccati nella nostra azione per via della recente normativa che abbrevia i tempi di prescrizione per i reati di corruzione nei processi. Secondo il procuratore capo sono “aumentate anche le istruttorie in materia di debiti fuori bilancio degli enti locali, una situazione davvero preoccupante”. I debiti fuori bilancio sono “indice di incapacita’ gestionale e spesso anche fonte di danno erariale”. Infine risultano in aumento anche le istruttorie e le citazioni per le frodi comunitarie e nazionali, dove si e’ consolidata la sentenza della corte di Cassazione che ha attribuito giurisdizione alla corte dei Conti”.

Il procuratore Carlino ha individuato, come tratto comune alle istruttorie avviate, la presenza di sprechi, inefficienze e diseconomicita’ dell’azione amministrativa, “con l’aggravante, in molte ipotesi, dell’esistenza di condotte finalizzate al conseguimento di personale vantaggio dall’esercizio delle funzioni istituzionali, con pregiudizio per l’erario pubblico, anche in termini di lesione dell’immagine della pubblica amministrazione”. Ha segnalato, in particolare, la “preoccupante situazione finanziaria” degli enti locali, per “spese costituenti danno erariale in quanto non necessarie per il soddisfacimento degli interessi della comunita’ amministrata”, prive di adeguata copertura finanziaria, con il ricorso “a illegittime operazioni di finanza straordinaria o a strumenti finanziari derivati di dubbia convenienza”. Sottolineati i danni riscontrati per effetto di ritardi nella definizione di procedimenti amministrativi, esprimendo particolare preoccupazione per i danni derivanti da perdita di finanziamenti di derivazione comunitaria. In materia di riscossione di entrate e tributi, ha segnalato danni accertati a carico di agenti della riscossione degli enti locali, cui e’ stato imputato il mancato riversamento di somme riscosse per conto dei comuni. Segnalate ipotesi di manomissioni di sistemi informatici per annullamenti indebiti di crediti dell’erario.

In materia di appalti o di forniture, rilevati il perseguimento di “illeciti per inadeguata esecuzione di opere pubbliche, con danno anche per la mancata realizzazione dei benefici previsti a favore della collettivita’, ovvero per inadeguata cura degli interessi erariali nell’esecuzione dei contratti pubblici, con acquisti di beni a prezzi maggiorati ovvero pagamenti effettuati a fronte di prestazioni in tutto od in parte non eseguite”. In materia di gestione del personale, evidenziati i profili di danno per illegittimi inquadramenti di personale, anche in funzioni dirigenziali, nonche’ per indebita erogazione di indennita’. Ancora: gli abusi sui viaggi all’estero e sulle consulenze, conferite “in carenza di adeguati requisiti professionali e senza previa verifica dell’esistenza di professionalita’ interne”. Infine la “malasanita’” per danni da erronea diagnosi ovvero da interventi chirurgici non correttamente eseguiti, e ricoveri ingiustificati ed esorbitanti in regime di day hospital o la violazione della disciplina della libera professione intramuraria.