In arrivo i 130 miliardi di € per la Grecia

Sarà una notte che i negoziatori ricorderanno a lungo, dopo una riunione fiume che secondo le indiscrezioni si è protratta per circa 14 ore. Come da attese arriverà il pacchetto di aiuti per 130 miliardi di Euro per la Grecia. Dai negoziati escono con l’amaro in bocca soprattutto gli investitori privati (le banche in particolare, si ricordi la sventagliata di downgrades da parte di Moody’s tra uno e tre livelli delle principali istituzioni finanziarie mondiali durante la passata settimana), probabilmente costrette ad accettare condizioni peggiorative dai rispettivi ministeri delle finanze. Gli investitori privati dovranno infatti rinunciare ad un ulteriore 3,5% di controvalore nominale dei titoli greci che hanno in portafoglio (per un ammontare complessivo del 53,5%), tra le altre prinicipali misure intraprese si è deciso uno bond swap (un cambio di scadenza delle obbligazioni) che, oltre ad un valore nominale più basso rispetto al precedente, include rendimenti decisamente più bassi rispetto ai valori di mercato su diverse scadenze, in termini tecnici un “selective default”. I Paesi potranno prestare denaro alla Grecia ad un tasso più basso rispetto a quello a cui prendono a prestito, con la BCE che andrà a compensare i differenziali distribuendo i profitti generati dai 40 milardi di € di bond Greci che attualmente detiene in portafoglio. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare il rapporto Debito/Pil al 120% entro il 2020. E qui la parola agli scettici sugli interventi, semplificando al massimo abbiamo il Debito al numeratore ed il PIL al denominatore, le misure di austerity (volute principalmente dai Paesi finanziatori, indiscrezioni citano in particolare forti pressioni da Germania, Olanda e Finlandia, con motivazioni comprensibili soprattutto per le ricadute politiche interne) puntano tutte sul numeratore, la riduzione del debito. Ma la Grecia viene da 5 anni di contrazione del PIL, e se non si lavora anche sul denominatore (la crescita, e le misure intraprese in Grecia e sfociate in violente proteste di piazza penalizzano la crescita, si ricordi il monito di settimana scorsa di Monti) sarà difficile raggiungere l’obiettivo. Altre indiscrezioni affermano che ci sarà una presenza in pianta stabile di alcuni rappresentanti della troika ad Atene per monitorare gli sviluppi (e salvaguardare gli investimenti fin qui dispensati), la Grecia manca gli obiettivi imposti dalla Ue negli ultimi 2 anni. Certo nel breve si è riusciti a salvare la monetica Europea e ad evitare nuovi attacchi speculativi sul debito italiano e spagnolo.

La risposta dei mercati è stata infatti positiva. Corre l’EUR contro il dollaro andando a testare nuovamente quota 1,3295, massimo di periodo ed importante resistenza geometrica. Lo scenario sembrerebbe favorevole al rischio sul valutario ma attenzione a come reagirà il mercato Europeo (in fondo il salvataggio della Grecia è una buona notizia o no?). I futures degli indici americani tracciano un leggero rialzo, così come i metalli (con il rame che ha raggiunto i massimi da settembre), mentre il brent testa la resistenza e soglia psicologica a 120 USD al barile (ieri l’Iran ha comunicato che intorromperà le forniture di greggio a Francia e Gran Bretagna in seguito alle sanzioni). Vedremo anche le reazioni di Wall Strett, ieri chiusa per la Festa dei Presidenti. Sul fronte macroeconomico ci si attende una giornata tutto sommato scarna di release, eccezion fatta per Public Sector Net  Borrowing Uk (-8,9B atteso, 10.8B precedente) e le vendite al dettaglio in Canada (atteso 0,1%, precedente 0,3%). Ciononostante la seduta odierna potrebbe essere molto volatile.

Paolo Bercich

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