I dati macro frenano i mercati

Una serie di dati in pubblicazione ieri ha destato nuove preoccupazioni sui prinicipali listini azionari mondiali. Ci riferiamo in particolare agli indici PMI (Purchase Manifacturing Index) che segnano l’andamento del manifatturiero e dei servizi, un dato sopra 50 segnala espansione, mentre un dato sotto i 50 punti segnala contrazione. Ieri abbiamo avuto il PMI proveniente dalla Cina a 49.7, in Germania il manifatturiero giù a 50.1 (atteso  51.6) mentre i servizi a 52.6 (atteso 53.8,), in Francia manifatturiero 50.2 (atteso 59.1) e servizi a 50.3 (atteso 52.3), mentre l’intera area Euro si attesta sotto i 50 sia sul manifatturiero (49.0 contro un atteso di 49.4) sia sui servizi (49.4 contro un dato atteso di 50.7); come se non bastasse alle 16 la vendita di immobili in US (il settore immmobiliare è ancora una fonte di preoccupazione in US) ha segnato un ulteriore  declino assestandosi a 4.57 M contro un dato atteso di 4.66. A questi dati si aggiungano i negoziati che non sembrano terminati in Grecia, che incassa l’ennesimo downgade di Fitch (e chiude a -5,7%), ed ecco quindi che i listini ritracciano al ribasso sia in Europa (Londra -0,20%; Parigi -0,52%; Francoforte -0,93%; Milano -0,92%) sia negli Stati Uniti (DJ -0,21%; S&P -0,33%; Nasdaq -0,52%). Riparte l’oro che incassa la terza seduta al rialzo consecutiva e torna sui massimi degli ultimi tre mesi andando a romprere la resistenza a 1775 USD l’oncia.

Sul valutario dollaro forte contro la sterlina (con GBPUSD che arriva a testare il supporto a 1,5650) e contro lo Yen (con USDJPY sui massimi di Luglio, la manovra della passata settimana della BoJ questa volta sembra aver funzionato bene), mentre in consolidamento contro l’Euro (con il cambio che tenta l’ennesimo allungo sopra l’importante resistenza a 1,3295).

Per la giornata odierna attes alle 10:00 per l’IFO business climate Tedesco (che misura quello che è il sentiment di istituzionali ed analisti tedeschi), il dato è atteso a 108.7 (precedente 108.3); Alle 14:30 attesi invece i dati per le richieste di sussidi di disoccupazione US (attesa 352 k, precedente 348k).

Paolo Bercich

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