Dentista siciliana truffava l’Asl. Confermata la custodia cautelare in carcere

Maristella Z., una dentista siciliana, ha ripetutamente truffato la Asl 5 di Messina. Sono 177 gli episodi di cure odontoiatriche che risultano non essere mai state eseguite, su pazienti ignari.  E, nonostante fosse stata avviata un’indagine a suo carico, la dottoressa aveva continuato a fare truffe. Ad avviso della Suprema Corte, sussiste il rischio di reiterazione del reato dal momento che il gip ha parlato di ”condotta fraudolenta realizzata in maniera quasi compulsiva, irrefrenabile ed a dispetto delle misure cautelari gia’ adottate’.  L’indagine era scattata in seguito alla denuncia di una paziente. Da quel momento la dentista era stata interdetta, a titolo cautelare, dall’esercizio della professione medica. Lo scorso otto agosto il Tribunale di Messina aveva emesso un’ordinanza di custodia in cella. A quel punto il legale della dottoressa, Salvatore Stroscio, aveva presentato ricorso. Ma la Cassazione – nelle motivazioni della sentenza 6938 relative all’udienza svoltasi il 26 ottobre – ha confermato anche il rischio di inquinamento probatorio e ha respinto la tesi della dottoressa che voleva addossare la colpa ai pazienti che, a suo dire, erano ‘complici’. Il ricorso è stato così respinto ed è stata confermata la custodia cautelare in carcere. Inoltre la Cassazione ha disposto il versamento di mille auro alla Cassa delle ammende e il pagamento delle spese processuali per la professionista. Pare che la donna, con il suo strano metodo, guadagnasse circa 20 mila euro al mese.